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sabato 15 luglio 2017

Roma, M5s: dalla Giunta Raggi “costi tagliati: -84% rispetto ad Alemanno e -72% di Marino”



E' quanto emerge dall'andamento dei costi dell'assemblea capitolina descritto dal presidente dell'Aula De Vito: le spese di questi 12 mesi a 5 stelle sono passate dai 7 milioni del primo anno Alemanno e i 4 di Marino a poco più di un milione di euro

Se il primo anno dell’amministrazione Alemanno è costato quasi 7 milioni di euro e oltre 4 quello con Marino, la Roma di Virginia Raggi passa all’1,1. Tutti costi dell’assemblea capitolina che sono stati descritti dal presidente dell’Aula Giulio Cesare Marcello De Vito: le spese di questi 12 mesi con i 5 Stelle al Campidoglio sono costati l’84% in meno del primo anno Alemanno e il 72,9% in meno rispetto al primo anno Marino.




L’amministrazione, ha annunciato l’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, sta inoltre studiando la possibilità di introdurre una moneta complementare all’euro a Roma per “costruire un circuito parallelo che possa favorire l’economia”.

lunedì 12 giugno 2017

La dimensione cosmica delle balle sulla Disfatta del M5S

di Claudio Messora

Innanzitutto deve essere chiara una cosa. Qualunque analista politico, non importa quanto serio, anche della categoria dei dilettanti allo sbaraglio, anche se di politica non capisce nulla, almeno una cosa la sa e la sa per certo. È una verità incontrovertibile, un dogma insuperabile, come è vero che due più due fa quattro. La verità è questa: l’unico raffronto che si può fare tra le diverse tornate di elezioni politiche è quello tra categorie territorialmente uniformi.






Questo significa che le elezioni comunali le puoi confrontare solo con le elezioni comunali precedenti; le regionali solo con altre regionali; le politiche con le politiche e le europee con le europee. Non puoi usare il dato delle elezioni amministrative (cioè comunali e regionali) per argomentare un qualunque nesso propedeutico o predittivo sulle future elezioni politiche e quindi sulla tenuta delle rispettive rappresentanze politiche.

giovedì 26 gennaio 2017

Travaglio: " Ora ci Divertiamo ".


di MARCO TRAVAGLIO
ilfattoquotidiano.it

Evviva evviva! Da 23 anni, da quando B. scese in campo, martelliamo la classe politica perché proibisca duramente per legge i conflitti d’interessi. E ora scopriamo che non c’è bisogno di leggi: il conflitto d’interessi è già severamente punito. E sul piano penale. È infatti per non aver impedito il conflitto d’interessi di Raffaele Marra, capo del Personale che seguiva i concorsi e le promozioni dei dirigenti comunali, compreso il fratello Renato, che Virginia Raggi è indagata con lui per abuso d’ufficio: lui per aver violato il Codice deontologico dei dipendenti comunali, lei il Regolamento di Roma Capitale.





domenica 25 settembre 2016

Contratti e Consulenze d'Oro solo per Candidare Roma


di Lorenzo Vendemiale

La cifra dei 20 milioni di danno erariale che l’organizzazione guidata da Malagò sarebbe pronta a chiedere alla Raggi non è ricostruibile nei dettagli. Ma nel bilancio del Coni 2015 e in quello di previsione 2016 si trovano tracce di almeno 10 milioni di spese già stanziate o effettuate: dal rifacimento degli uffici, a 450mila euro di supporto tecnico legale, fino alle diverse figure professionali arruolate con contratti biennali da 200mila euro più “quote variabili”. E ancora, 150mila euro di trasferte e 785mila euro di “altri costi per servizi”




Viaggi e campagne promozionali, nuovi uffici e convegni, contratti e consulenze d’oro. Anche da 200mila e passa euro all’anno. Vincere le Olimpiadi ha un prezzo.

giovedì 22 settembre 2016

Virginia Raggi contro il ceto politico-affaristico criminale


di Pino Cabras

C'erano pochi dubbi sulla causa principale delle difficoltà che ha dovuto affrontare la sindaca di Roma Virginia Raggi nei suoi primi mesi alla guida dell'Urbe: non le carenze della classe dirigente che lei ha portato al Campidoglio, ma i difetti della classe dirigente contro cui fa fronte, un ceto affaristico-politico criminale fra i più avidi del pianeta, al potere da generazioni. Dire no alle Olimpiadi a Roma è, semplicemente, dire no a un potere sfrenato e finora senza contrappesi che ormai ha un unico progetto: arraffare.




Guardiamoci negli occhi senza dar retta alla solita retorica vuota con cui quel potere vuole fregarci: il rimpianto delle occasioni perdute, le glorie di una vetrina planetaria, i soldi che daranno un'anima a mille betoniere e mille gru, il PIL futuro, il soffio vitale delle Grandi Opere. O addirittura lo spirito olimpico in persona.

giovedì 15 settembre 2016

Sul M5S lo Tsunami della Maldicenza

di ALEX ANGELO D'ADDIO

In Italia, parlare di sciacallaggio mediatico sarà pure malizioso, ma rasenta la realtà dei fatti al pari di pochissime osservazioni che possano essere avanzate sullo Stivale. Il benché minimo cenno diflessione dell’ordine imposto dalla stampa convenzionale, viene reinterpretato e parafrasato a seconda della circostanza. Così, si aumentano la tiratura dei giornali e il seguito delle redazioni televisive, ingrassando di conseguenza le loro sacche economiche, ed inchinandosi al potente di turno.




Su questo,Grillo ha sempre avuto ragione: per abbattere il muro di cinta erto dalla omologazione del pensiero, è necessario codificare nuovamente l’etica giornalistica dal principio.

venerdì 9 settembre 2016

I 5STELLE: ACCERCHIATI E SEMPRE SOTTO TIRO

Dal primo giorno in cui si è insediata in Campidoglio la giunta di Virginia Raggi è entrata nel mirino di tutti i politici, di tutte le Tv, di tutti i giornali, di tutti i pennivendoli che operano in questo Paese a difesa del potere che esercitano da decenni. Da allora non c’è stato giorno in cui tutti i giornali non parlassero della monnezza di Roma e dei topi di Roma come se tutto ciò fosse responsabilità della Raggi e non di chi aveva governato Roma nei decenni precedenti

di Massimo Fini

Bisognava aspettarselo. Dal primo giorno in cui si è insediata in Campidoglio la giunta di Virginia Raggi è entrata nel mirino di tutti i politici, di tutte le Tv, di tutti i giornali, di tutti i pennivendoli che operano in questo Paese a difesa del potere che esercitano da decenni.




Da allora non c’è stato giorno in cui tutti i giornali non parlassero della monnezza di Roma e dei topi di Roma come se tutto ciò fosse responsabilità della Raggi e non di chi aveva governato Roma nei decenni precedenti.

giovedì 8 settembre 2016

Fusaro: " CONTRO I 5 STELLE CI SONO IN AZIONE I POTERI FORTI."

di Americo Mascarucci

"Virginia Raggi ha toccato interessi importanti e i poteri forti si sono scagliati contro di lei"
Il filosofo Diego Fusaro non ama parlare di complotto, ma ad Intelligonews spiega come l'attenzione mediatica sulla Raggi e sulle vicende del Campidoglio generi "legittimi sospetti".

Fusaro, la crisi al Campidoglio è frutto di inesperienza amministrativa, incapacità a governare o c'è altro?

"Gramsci diceva che quando ci si prepara ad abbattere un governo democraticamente eletto, bisogna preparare adeguatamente l’opinione pubblica ad accettarlo. E’ quello che stanno facendo con i 5Stelle. Vogliono abbattere la giunta Raggi che ha assunto misure impopolari per i poteri forti, vedi l'opposizione alle Olimpiadi. Da qui è partito il linciaggio mediatico contro di loro".



mercoledì 7 settembre 2016

A Roma si prepara il terreno per la Rimozione di una Forza Democraticamente Eletta

di Vincenzo Cirigliano

Davanti alla commissione ecomafie, le parole della Raggi che chiariscono in modo limpido e palese la vicenda legata all'Assessore Muraro e su cui si è scatenata una battaglia Mediatica, senza precedenti nella Storia di Roma e forse d'Italia, abilmente orchestrata da un Governo che controlla sistematicamente gli organi di informazione, ormai ad uno stato così servile da poter tranquillamente paragonare l'Italia ad un Regime Dittatoriale a tutti gli effetti. Ben descrivono questo clima incandescente le parole di Diego Fusaro che potete ascoltare nel filmato.



Queste le parole chiarificatrici della Raggi su cui, in un Paese normale, a livello Democratico, si poteva scrivere tranquillamente la parola "Fine" per questa vicenda.

lunedì 5 settembre 2016

Ed ora più determinati che mai!

L'ex procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio prende il posto del dimissionario Marcello Minenna. Come annunciato, non avrà la delega alle Partecipate a differenza del suo predecessore. Ha iniziato la sua carriera nella magistratura contabile nel 1985 e in passato si è occupato anche di affittopoli e metro C. Raggi: "Ha sempre combattuto per la legalità e la trasparenza"

Il magistrato Angelo Raffaele De Dominicis è il nuovo assessore al Bilancio nella giunta M5S a Roma. I consiglieri grillini e la sindaca Virginia Raggi dopo essersi riuniti nel pomeriggio per la selezione dei curriculum e gli ultimi colloqui hanno scelto il togato, in pensione da giugno, per sostituire il dimissionario Marcello Minenna.




Come annunciato ieri, non avrà la delega allePartecipate a differenza del suo predecessore.

venerdì 2 settembre 2016

" Ringraziamo Minenna e Raineri e andiamo avanti, a Roma vogliamo cambiare tutto e lo faremo "

Il membro del direttorio M5s: "Chi pensava che governare Roma sarebbe stata una passeggiata, si sbagliava. Ci siamo fatti tanti nemici: il sistema dell'acqua, dei rifiuti. Verremo combattuti da tutte le parti"

Redazione IlfattoQuotidiano

“Tutti parlano di caos e di bufera, ma questo è solo l’inizio”. Ore di silenzio. Prima il solo intervento del sindaco Virginia Raggi sul blog di Beppe Grillo. Un breve grido di dolore di Paola Taverna.




Alla fine il Movimento Cinque Stelle parla: a farlo è Luigi Di Maio che nel direttorio è anche responsabile per gli enti locali. “Chi pensava che governare Roma sarebbe stata una passeggiata – dice il vicepresidente della Camera – si sbagliava. Ci siamo fatti tanti nemici, il sistema dell’acqua, dei rifiuti, il No alle olimpiadi, rendiamoci conto che verremo combattuti da tutte le parti”.

venerdì 12 agosto 2016

A Roma attacco alla Muraro senza fondamento, da parte di chi vorrebbe far diventare eterna l'Organizzazione Criminale "Comune di Roma"

di Maurizio Blondet

Vedo che su Paola Muraro, neo-assessore della giunta romana del 5 Stelle, sono aperti, dice il Corriere gongolante, “3 filoni di indagine”. Sono al vaglio degli inquirenti (e golosamente riprese dai media) certe telefonate che l’ex consulente ha fatto con dei pregiudicati.

Ora, suggerisco un semplice esperimento. 1) Si prenda la guida telefonica interna del Comune di Roma, delle sue aziende, delle sue municipalizzate. 2) Si componga un numero a caso fra quelli nella guida; ATAC, AMA, ACEA; Aeroporti, Servizi per la Mobilità, Metropolitana, Pizzardoni.






venerdì 24 giugno 2016

Crisi sociale e rinascita della politica nel successo del M5S

di Leonardo Paggi

Due dati parlano di un avvenuto inserimento organico del movimento 5S nel contesto politico del paese: la sua capacità di drenare voti sulla destra e sulla sinistra, configurandosi, lo si è detto subito, come vero partito della nazione, e una rappresentazione altissima del voto giovanile che sembra aver trovato in questa offerta politica lo stimolo utile per uscire dall’assenteismo. La ragione di tutto ciò sta nella profondità della crisi sociale. Dopo anni di separazione la società e la politica sembrano essere tornate a parlarsi, determinando un risultato ben più importante e radicale degli scontri tra sindacato e polizia che abbiamo visto nelle piazze di Parigi.




martedì 21 giugno 2016

Il PD ora chiede la testa di Renzi


I dati parlano chiaro: questo turno delleamministrative segna una sonora sconfitta per il Pd. Soprattutto per il Pd renziano, per il premier e per il governo. Renzi prova a non dare peso al risultato disastroso affremando che il vero test è quello sul referendum di autunno sulle riforme costituzionali. Una situazione quella maturata dal voto alle amministrative che rilancia le ambizioni della minoranza dem. Massimo D’Alema ha votato “secondo le indicazioni di partito”, ma dopo la sconfitta di Giachetti a Roma di fatto Baffino prova a radunare le truppe per organizzare l’attacco finale a Renzi.



A far discutere dentro il partito è il doppio incarico di Renzi che riveste il ruolo di segretario del Pd e quello di premier. La minoranza dem vede in questa doppia veste proprio uno dei principali problemi del partito.

martedì 14 giugno 2016

Non si vota per il nemico!

di Aldo Giannuli

Un improvviso amore per la sinistra radicale sembra aver preso i candidati del Pd ai ballottaggi di Roma, Milano, Torino e Bologna: si cerca di arrivare ad accordi, si blandiscono le formazioni di sinistra con la promessa di assessorati, si sottolineano i punti comuni del programma (ma quando mai?), si esalta il passato comune, si fa appello persino alle ragioni del cuore. Uno zucchero!
Ed, al solito, si invocano gli scenari di tregenda qualora si dovessero consegnare le città alle orrende truppe nere della destra o ai barbari populisti a 5 stelle, salvo poi pregare la destra di Roma e Torino contro i 5 stelle ed i 5 stelle di Bologna e Milano contro i 5 stelle. Cantava Carosone "chi vuò mbruglià?"



Il punto è che i candidati del Pd sono semplicemente invotabili per la semplice ragione che sono del Pd. Ragioniamo con calma.

domenica 12 giugno 2016

Dopo la Lega anche la Sinistra potrebbe scoprire che sugli Obiettivi guardare al M5S si Può



di Guido Liguori

Il voto del 5 giugno non può essere definito soddisfacente per la sinistra, che conferma uno zoccolo duro del cinque per cento oltre il quale oggi sembra non riesca ad andare. L'eccezione significativa è Napoli, e ci tornerò più avanti. Mentre il risultato di Cagliari non costituisce una eccezione, basandosi sulla alleanza tra sinistra e Pd, improponibile se proiettata su scala nazionale. I casi più evidenti sono quelli di Roma e Torino, con candidati noti e largamente condivisi come Fassina e Airaudo.




Sarebbe ingeneroso imputare loro colpe specifiche: questi due risultati non fanno che confermare un dato non locale e non solo momentaneo. Né altre liste "più di sinistra" o "più di movimento" possono vantare risultati significativi, anzi. Alcune riflessioni e alcune ipotesi non scontate dunque si impongono.

sabato 11 giugno 2016

Nelle mani dei Romani e dei Torinesi c'è il cambiamento dell'Italia

di Alberto Melotto

Le elezioni amministrative, anzi le elezioni in generale, sono una vera manna per molti giornalisti del grande circo mediatico. Non è richiesta alcuna alzata d'ingegno, alcun particolare scintillio d'umana intelligenza. Nel pre-partita è opportuno spargere palate di fango sui candidati avversi al proprio padrone (in questo il tg1 di Mario Orfeo ha raggiunto delle vette di assoluta eccellenza) poi ci si rilassa brevemente durante la domenica del voto, sempre assolata (Calvinodocet), infine è la volta dell'analisi del voto, e anche qui è meglio attenersi agli ordini di scuderia.



Nelle due settimane tra il primo e il secondo turno di votazione, insomma nei giorni che precedono il ballottaggio nelle grandi città, c'è un copione rassicurante da seguire: se x e y sono rimasti in gara a darsele di santa ragione, chi si aggiudicherà i voti del candidato z, che per un soffio non ce l'ha fatta? E giù di sociologismo spicciolo.

mercoledì 11 maggio 2016

Quella visione moderna di Gianluca Corrado per Milano: ”Parisi favorito, ma noi rimontiamo”

Si sente che è abituato a parlare in pubblico, Gianluca Corrado. Avvocato (“con predilezione per la materia penale”), papà di due bambini, è il candidato del M5S alle Comunali di Milano. “Parisi? Indubbiamente più forte di Sala. Noi di destra? Macché. Comunque tra un mese dobbiamo essere al 20 per cento nei sondaggi…” 

L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Avvocato Corrado, lei è un penalista.
Diciamo che ho la predilizione per la materia penale. Mi sono occupato anche di minorile e ho seguito qualche caso rilevante che qui per rispetto per i miei clienti evito di rivelare. Anche perché tengo molto distaccato il lavoro dalla attività politica.




Famiglia, figli?
Ho una compagna e due figli di 2 e 5 anni.

venerdì 6 maggio 2016

Un Napoletano " acquisito " DOC al Timone di una Napoli Nuova e Innovativa

“Scetateve guagliù, non possiamo più restare a guardare". Sceglie il napoletano per la sua prima uscita da candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Matteo Brambilla, il brianzolo scelto sul web dagli attivisti Campani.

L'ingegnere, che si è trasferito nel capoluogo campano dopo aver sposato la moglie Teresa, nel 2006, ha detto di voler vivere "a Napoli tutto il resto della mia vita. Non mi sento un monzese, io sono un napoletano che abita a Napoli. Sono stato scelto da una napoletana, sono stato scelto dagli attivisti di questa città e sono stato rapito dalla sua bellezza. Oggi vivo nel quartiere di Chiaiano, pago le tasse qui e vivo tutti i problemi di Napoli".





Parlando con i giornalisti, Brambilla racconta di esser stato per la prima volta in città nel 1992: "Una bambina mi disse 'tu nun si e Napule, si vede perché tien na facc e cazz'. Poi mi invitò al suo compleanno".

martedì 3 maggio 2016

Raggi: rivoluzione della legalità, più welfare, ridiscutere il debito, pedonalizzare

intervista a Virginia Raggi di Giacomo Russo Spena

Legalità. La parola viene scandita più volte da Virginia Raggi. “I partiti hanno creato questo disastro, noi metteremo in atto una rivoluzione legalitaria”. Nella città di Mafia Capitale e della corruzione endemica della governance, la candidata sindaco del M5S – 37 anni, già consigliera comunale – si mostra sicura di sé e guarda al ballottaggio: “Giachetti, Marchini, Meloni… non importa contro chi, rappresentano tutti il vecchio. È il turno del M5S”.

La deputata grillina Paola Taverna ha ipotizzato un complotto per far vincere il Movimento Cinque Stelle a Roma. Al di là della polemica che ne è scaturita, chiunque andrà a governare la città non rischierà di “bruciarsi” in poco tempo viste le enormi difficoltà?

Il punto è provarci, senza false promesse ed illusioni. Ci vuole pragmatismo. E noi siamo gli unici ad avere un progetto credibile perché sono stati i vecchi partiti gli artefici di tale dissesto. Il debito chi l’ha creato? E il disastro nelle municipalizzate? E i rifiuti per strada? E la corruzione? Roma è una città molto difficile ma riteniamo che non ci sia altra soluzione se non quella di rimboccarsi le maniche.



Esiste un debito di quasi 14 miliardi di euro, una voragine… 

Le casse in rovina sono quelle ordinarie. E lì c’è da intervenire con una gestione oculata che miri al taglio degli sprechi, al recupero di risorse (sino ad oggi mai recuperate) e ad un livello di spesa che sia adeguato ai servizi, oltre a iniziare a lavorare per ottenere fondi europei tramite i bandi pubblici e per questo ho in mente una squadra di professionisti ad hoc che si occuperà proprio di ottenere queste risorse.