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venerdì 22 maggio 2020

Uno dei pochi Presidenti della Storia degli Stati Uniti che combatte effettivamente per il Popolo

di Sylvain Laforest

Adesso è il momento giusto per tutti di capire cosa sta facendo Donald Trump e di provare a decifrare l'ambiguità di come lo sta facendo. Il controverso presidente ha un'agenda molto più chiara di quanto chiunque possa immaginare, sia in politica estera, che in affari interni, ma dal momento che deve rimanere al potere o, addirittura, rimanere in vita per raggiungere i suoi obiettivi, la sua strategia è così raffinata e sottile che quasi nessuno può vederla. Il suo obiettivo generale è così ambizioso che deve seguire percorsi ellittici casuali per passare dal punto A al punto B, usando schemi che confondono le persone nella loro comprensione dell'uomo.





Ciò include la maggior parte dei giornalisti indipendenti e i cosiddetti analisti alternativi, così come gli editori di notizie false tradizionali e una grande maggioranza della popolazione. Per quanto riguarda la sua strategia, potrei fare un'analogia rapida e accurata con i farmaci: la maggior parte delle pillole sono progettate per curare un problema, ma presentano una serie di effetti secondari.

sabato 25 aprile 2020

La Festa della Liberazione? No, l'inizio di una nuova Prigionia.

di Vincenzo Cirigliano

Una voce inaspettata ma che piacevolmente ha dimostrato che qualche pensiero coerente esiste in questo Parlamento, sbattendo con evidenza in faccia ai protagonisti di questo scempio che stiamo vivendo, una verità che nei prossimi mesi si farà largo, delineando quella che sarà ricordata sui libri di Storia come la nuova "Norimberga" Italiana. Un discorso del genere avremmo voluto ascoltarlo da qualche nostro rappresentante M5S di spicco, invece abbiamo assistito solo, in questi giorni, ad un assordante silenzio, il silenzio di chi non vede e non sente, nonostante il mondo gli si sta sgretolando sotto il naso. Ecco il discorso di Sara Cunial , espulsa dal M5S perchè aveva paragonato in un post pubblicato su Facebook le vaccinazioni a un “genocidio gratuito” e perchè sulla questione xylella e ulivi pugliesi, giudicava la linea del Movimento "uno scempio in nome e per conto delle agromafie":


"Spiati, soggiogati, trattati come delinquenti da un Governo che in due mesi ha distrutto i nostri diritti fondamentali, naturali e costituzionali. Il parlamento si è fatto sostituire dalle vostre task force che di fatto hanno commissariato l’Italia alle Lobby Internazionali.

martedì 14 aprile 2020

Perchè ci state TRADENDO?

di Vincenzo Cirigliano

Per tanti anni ho speso parte della mia vita, nell'ombra del clamore mediatico, a sostenere e promuovere le idee e gli obiettivi di un Movimento nascente che parlava con enfasi un nuovo linguaggio nel contesto di un panorama politico Italiano appiattito su posizioni fossilizzate da anni ed in linea con il pensiero unico delle classi dominanti. Lo faceva attraverso le voci e le menti di personalità da sempre all'avanguardia nel loro ambito di riferimento che andavano da Beppe Grillo a Dario Fo, passando da Gianrobero Casaleggio, Ferdinando Imposimato ed in maniera indiretta Marco Travaglio.



Questa mia attività si è concretizzata attraverso il coinvolgimento diretto nell'attivismo di questo nuovo Movimento ed attraverso un Blog che ha seguito ed accompagnato da un decennio la crescita di questo nuovo soggetto politico.

giovedì 2 aprile 2020

La Resurrezione di Pasqua sta arrivando. Questo potrebbe diventare biblico.

Sylvain LAFOREST
orientalreview
Sa Defenza

Viviamo tempi eccitanti.

L'ignoto che ci attende è al tempo stesso esilarante e spaventoso. Esilarante a lungo termine, ma piuttosto spaventoso a breve termine. Tutti gli imperi alla fine muoiono e siamo nella fase terminale del Nuovo Ordine Mondiale che non si riprenderà dal gioco della roulette russa a cui stava giocando, poiché Vladimir Putin gli ha consegnato la pistola carica, hanno premuto il grilletto.

Nelle ultime settimane hanno preparato tutto per l'ultima battaglia. Ci sono così tanti fatti ed eventi diversi, a destra e a sinistra, e cercherò di fare del mio meglio per essere metodico in questa complicata esposizione. 





Mettiamo tutto a nudo, ho impiegato tre settimane vista la folle quantità di dettagli che si aggiungevano ogni giorno per l'articolo. Potrebbe essere stato il momento sbagliato per smettere di fumare, ma la sfida mi diverte.

sabato 1 febbraio 2020

La Storia appartiene a chi sa determinarla

di Vincenzo Cirigliano

Oggi è un giorno importante per un paese da sempre al top della Democrazia che, nonostante il riconoscimento di una Monarchia autoreferenziale, mantiene al centro di ogni decisione politica il popolo. La gran Bretagna saluta l'unione Europea ribadendo al mondo che la Storia appartiene a chi sa determinarla e non semplicemente a chi passivamente la subisce. Come non ripensare, nel momento in cui viene ammainata la Bandiera inglese nella sede del Parlamento Europeo a cui segue il boato di gioia del Popolo inglese a 500 km di distanza, alla crisi di consensi del M5S che, fino al 2018, aveva fatto del tema del referendum sull'euro e dell'eventuale uscita dell'Italia dall'U.E. un suo solido cavallo di battaglia che aveva richiamato all'interno del Movimento migliaia di Iscrizioni e di attivisti.





Invece è bastato lo spettro dello Spread che i mercati si sono affrettati ad agitare dinanzi al primo Governo Conte, per far fare un deciso passo indietro su questo tema, nonostante il problema dello Spread il Movimento lo conoscesse benissimo, sapendo quindi bene quanto questo argomento reggesse su basi di cartone.



mercoledì 31 luglio 2019

L'illusione del Cambiamento in cui è cascata l'Italia dei SI a tutti i costi

di Marco Travaglio

Soltanto in un Paese smemorato come il nostro poteva avere successo lo slogan di Salvini, che l’ha copiato da Renzi, che l’ha copiato da Berlusconi, sull’ “Italia dei Sì” (bella) contro l’ “Italia dei No” (brutta). Chi scrive si è sempre identificato nel motto di Longanesi “Sono un conservatore in un Paese in cui non c’è nulla da conservare”. E da almeno trent’anni constata che – salvo rare eccezioni, da contare sulla dita delle mani di un monco – le cosiddette “riforme” di una classe politica perlopiù indecente hanno regolarmente peggiorato le cose. Eppure tutti quelli che, a ogni “riforma” strillavano come ossessi il loro “sì”, dovrebbero chiedere scusa e possibilmente pagare i danni a chi, inascoltato, diceva “no”.




Anche nella forma più educata e un po’ surreale di Bartleby lo scrivano del famoso racconto di Herman Melville: “Preferirei di no”. L’ultima volta che un bel No ci salvò da guai incalcolabili fu al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, quando respingemmo la schiforma Renzi-Boschi-Verdini e preservammo la nostra Carta fondamentale.


sabato 20 luglio 2019

Borsellino: la strage, il depistaggio e i Giuda

di Lorenzo Baldo

“Questo palcoscenico è Palermo, gli attori sul banco degli imputati sono capimafia e uomini delle istituzioni. Questo è il palcoscenico di una tragedia, un palcoscenico di intrighi, misteri, morte. Ma anche un palcoscenico di vita, passione, lotta. Palcoscenico di una storia straordinaria, comunque, in cui il bene e il male si confrontano al massimo livello”. Con le maestose immagini del Teatro Massimo di Palermo iniziava il film “A very sicilian justice” che vedeva protagonista il pm Nino Di Matteo e il processo sulla trattativa Stato-mafia. Nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio quelle parole volano alte sopra questa città dove realmente il bene e il male si confrontano al massimo livello. E si confrontano in maniera sempre più subdola, con il bianco e il nero spesso confusi tra loro.




Ma quel palcoscenico è sempre lì: cambiano gli attori, le maschere, le comparse, ma il copione deve essere recitato all’infinito. Un copione ibrido, che a volte lascia basiti, disorientati, svuotati, disillusi: chi è il nemico e perché arriva il fuoco amico? Mera retorica, si dirà.


sabato 13 luglio 2019

La forza dell'Italia è che se uscisse dall'Euro l'intero Sistema crollerebbe

Marina Tantushyan

Dopo mesi di minacce e intesi negoziati l’Italia ha miracolosamente trovato l’intesa con Bruxelles – la procedura per debito eccessivo non verrà avviata.

Secondo la versione ufficiale, il governo italiano ha dimostrato di poter ridurre il debito e rientrare nei parametri europei in maniera concreta e rapida rispettando i vincoli del Patto di Stabilità per il 2020.

Come l’Italia ha convinto l’Europa? In che modo il governo intende muoversi per aumentare il potenziale dell’Italia di crescita? Cosa succede adesso? La partita negoziale con l’Ue è definitivamente chiusa oppure si tratta della quiete prima la tempesta? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto il noto economista e analista tedesco Marc Friedrich.

– Dott. Friedrich, a Suo avviso, come il governo italiano è riuscito a convincere l’Europa e evitare la procedura di infrazione? Perché l’Ue ha deciso di fare retromarcia?

– Il problema è che l’Italia ha una grande leva. L’Italia può ricattare l’Unione europea e Bruxelles perché sa perfettamente che il destino dell’Unione europea e dell’euro dipende da lei per una semplice ragione – l’Italia è la terza economia europea per grandezza, è un paese molto importante per l’euro e per l’Unione europea in generale, e se dovesse uscire dal sistema monetario dell’Unione europea, l’euro e l’intero sistema collasserebbero.




Ecco perché Bruxelles non vuole inasprire l’intera situazione. Nonostante tutti i problemi, l’UE non ha avviato l’azione disciplinare contro Italia e cosi l’Italia ha di nuovo guadagnato tempo.

mercoledì 26 giugno 2019

Le Linguiadi

di Marco Travaglio 

Ma le avete viste le facce dei cosiddetti vincitori delle Olimpiadi nella foto di gruppo? E le fauci già spalancate dei Malagò, Montezemolo, Carraro, Pescante e Sala? Fauci già sperimentate sugli stadi di Italia 90 (spese lievitate dell’85%, ultima rata dicembre 2015), le Olimpiadi invernali di Torino 2006 (3,1 miliardi di debito, il 225% delle entrate, cattedrali nel deserto e trampolini nella neve), i Mondiali di nuoto 2009 (700 milioni di euro per il palazzo di Calatrava con le vele a pinna a Tor Vergata, mai finito; piscine sequestrate e/o di dimensioni sballate; scheletri in cemento armato abbandonati ai tossici e alle sterpaglie), l’Expo di Milano 2015 (retate di tangentisti e ’ndranghetisti, 1,5 miliardi di buco, mega-aree abbandonate).



Magari ci sbagliamo e gli stessi personaggi, che hanno sempre fallito, al seguito di Giorgetti e Zaia si trasformeranno in tanti Quintino Sella e faranno tutto per bene, per tempo e al risparmio.


domenica 23 giugno 2019

L’Euro potrebbe diventare la nostra Peste

di Vincenzo Cirigliano

L’Euro rischia di diventare per l'Italia più pericoloso della peste Manzioniana soprattutto se brandito come arma di controllo e distruzione da quei paesi che da anni ne detengono il Controllo, ossia i paesi Nord Europei a guida teutonica.
All’appena insediatosi “governo italiano euroscettico” Joseph E. Stiglitz – non proprio l'ultimo degli economisti, ma un blasonato premio Nobel – consigliava vivamente, qualche mese fa, di “introdurre una moneta parallela” o “usare una moneta elettronica sempre più semplice ed efficace” per evitare di morire straziati dall’economia Ue, dominata dalla Germania e dall’euro “cattivo”.



Un'idea ripresa successivamente in varie salse da tantissimi economisti Italiani che in questi anni hanno ipotizzato l'uso di strumenti alternativi all'Euro, dai certificati di Credito Fiscale proposti dal M5S in epoca preelettorale ai Minibot promossi dagli imbarcati nella Lega, Borghi e Bagnai.


giovedì 20 giugno 2019

Chi diffonde la Paura del Debito Pubblico dovrebbe ascoltare attentamente Savona

Anche da presidente della Consob, Paolo Savona non smentisce la sua fama di economista “contrarian”. Mentre l’Italia dibatte con la Ue per evitare la procedura d’infrazione a causa di un debito al 132% del Pil, l’82enne professore sardo rilancia come «istruttivo l’esempio del Giappone: se la fiducia nel paese è solida e la base di risparmio sufficiente, livelli di indebitamento nell’ordine del 200% non contrastano con gli obiettivi economici e sociali perseguiti dalla politica». È uno dei passaggi chiave della sua relazione tenuta a Milano all’incontro annuale della Consob, organismo borsistico che presiede da marzo dopo le dimissioni da ministro degli affari europei, come ricorda Fabrizio Massaro sul “Corriere della Sera”. Per Savona, sintetizza Massaro, basta che il debito salga meno di quanto cresce l’economia di un paese. Perché invece l’operazione non riesce, all’Italia?





Savona parte da lontano: quando c’erano la lira e una banca centrale che poteva comprare quel debito (che è quanto accade in Giappone, e che invece l’attuale Bce non può fare), avevamo sì inflazione e svalutazione, ma il debito era stabile e le famiglie lo compravano. Ora invece i bond nazionali sono largamente in mani estere, la finanza preadatoria specula sui rendimenti.


sabato 15 giugno 2019

Un'inchiesta nata dalla Legge fatta da chi, ingiustamente, è stato Punito dagli esperti votanti Italiani

di Gaetano Pedullà 

Adesso si aspetta pure le scuse Luca Lotti, il fedelissimo renziano che accusa persino il suo partito e quanti altri si illudevano sull’autonomia della magistratura. Registrato mentre confabulava con alcuni consiglieri del Csm per stabilire quali procuratori promuovere e quali trasferire, compreso quello destinato a Roma, determinante nel processo Consip in cui è imputato, Lotti perlomeno ha fatto da sé quello che doveva fare il segretario Zingaretti. Come la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, pur diventato imbarazzantissimo, l’ex ministro non è stato messo alla porta.



Se la bandiera del garantismo non consente di cacciare chi non è condannato all’ultimo grado di giudizio, figuriamoci chi non è neppure indagato, per quanto certi comportamenti vadano contro l’essenza stessa di una democrazia fondata sulla separazione dei poteri politico e giudiziario.


venerdì 14 giugno 2019

Letterina di risposta

di Bartolomeo Prinzivalli

Carissimi Bunker, Monciccì e Dombrocoso, come state? Noi potremmo stare meglio, anche perché sinceramente con quell’idea della procedura d’infrazione qualcosa ce l’avete proprio infranta, e non stiamo parlando di un sogno ma di roba più tangibile; eppure negli anni abbiamo sempre pagato i nostri interessi sul debito, versato regolarmente le quote spettanti all’Unione e persino ottemperato alle multe assurde commissionate ad cazzum quando vi svegliavate una mattina pensando di fare cassa. E allora che succede? Perché ora sta minaccia della procedura?


Il debito pubblico è sempre aumentato nell’arco degli anni, e diminuire i servizi aumentando di conseguenza le tasse di certo non rimpinguerà le casse dello stato, anzi, proprio l’esatto contrario; dimostrare il pugno duro in piena fase di decrescita continentale pensiate porti a qualche risultato?


domenica 9 giugno 2019

Galloni bacchetta Draghi

Dobbiamo allinearci alle posizioni della Germania per quanto riguarda il funzionamento del sistema bancario. Cioè: le piccole banche devono poter prestare denaro (e quindi creare credito, moneta, liquidità) senza bloccarsi davanti al rating dei parametri di Basilea, che impediscono alle banche stesse di fare quest’operazione. In Germania le piccole banche sono sollevate da quest’obbligo, e quindi la Germania ha anche questa via d’uscita. Non solo: la Germania mantiene la gestione previdenziale fuori dal bilancio dello Stato, così come la spesa pubblica dei Lander. Queste tre circostanze – piccole banche, pensioni e spese delle Regioni – fanno sì che la Germania possa respirare. Anche la Francia respira, ma a scapito degli africani, perché stampa (emette, immette) il franco Cfa: una moneta che è anche una valuta, visto che circola fuori dalla Francia e non è quindi un circuito solo nazionale.



Uno potrebbe dire: non viola l’articolo 128 del Trattato di Lisbona, perché la Francia costituisce con le sue ex colonie un circuito chiuso, nell’ambito del quale viene accettato questo mezzo di pagamento (che non va in Germania, né in Italia o in Olanda), e quindi è rispettoso. Ma se è rispettoso il franco Cfa, allora a maggior ragione dovrebbero esserlo i minibot: perché se fossero illegali i minibot, allora il franco Cfa sarebbe “illegalissimo”.

venerdì 7 giugno 2019

Ora l'Elite Finanziaria si difenderà e cercherà di affossarci

Dalla pagina Facebook di Jacques Sapir

Sulla pagina FB dell’economista francese Jacques Sapir una sua riflessione a caldo sui Mini-bot, che trovo molto chiara. Eccone la traduzione, per chi fosse interessato all’argomento:
Riflessioni sui Mini-bot


A) Si stima che il governo italiano debba circa 50 miliardi alle imprese, le quali di converso hanno accumulato debiti fiscali e contributi sociali in misura significativa. L’utilizzazione di Mini-bot come strumento di compensazione finanziaria avrebbe il vantaggio di alleggerire il peso delle imposte sulle imprese.

Si avrebbe il ciclo: Stato —> Impresa —> Stato

Potendo utilizzare i mini-bot emessi dallo Stato per il pagamento degli arretrati, l’impresa vedrebbe alleggerita la propria posizione finanziaria e potrebbe aumentare i propri investimenti e consumi.




Una semplice compensazione avrebbe già il vantaggio per il governo italiano di liberare una buona parte di quei 50 mld congelati e reintrodurli nell’economia.

venerdì 31 maggio 2019

Spero che l'attuale Governo abbia il coraggio di sottrarsi ai Diktat di chi ci vuol Danneggiare

Il perseguimento dell’obiettivo di bilancio a medio termine di un saldo prossimo al pareggio o positivo contribuisce a creare condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa, sostenibile e promotrice di occupazione in tutti gli Stati membri?

di Davide Gionco

I giornali e gli elettori-tifosi contro l’attuale governo gongolano alla notizia della lettere di richiamo inviata al governo dalla Commissione Europea, che chiede al governo italiano spiegazioni sul mancato rispetto dei criteri stabiliti nel 2018 per la “riduzione del debito”.
Una prima osservazione: a livello macro-economico l’attuale governo non sta facendo né meglio né peggio dei governi che lo hanno preceduto.




Non sta sforando il limite del 3% di bilancio. Non sta riducendo il debito. Non sta riducendo sostanzialmente la disoccupazione che, a parte piccole variazioni, resta stabile intorno al 10,7% ufficiale. Non sta facendo crescere il Prodotto Interno Lordo. Non sta riducendo le tasse.


mercoledì 29 maggio 2019

Considerazioni post-traumatiche

di Beppe Grillo  

Dopo due giorni di Radio Maria e musica classica, dico questo: il Movimento ha subito una sconfitta e questo movimento deve reagire a quello che è successo. La diffusione di dichiarazioni che discutono della delusione scaturita dalle urne, come se fosse un calo delle vendite per una multinazionale, è un ferita per me. Luigi non ha commesso un reato, non è esposto in uno scandalo di nessun genere. E’ già eccessiva questa giostra di revisione della fiducia. Deve continuare la battaglia che stava combattendo prima.



Forse può sembrare incredibile che una persona, che ha cercato in tutti i modi possibili di portare a casa risultati nel mondo reale, perda strada rispetto ad un personaggio unicamente virtuale, ma è quello che è successo: svolazzare nei cieli del paese parlando di immigranti che non partono quasi più da un pezzo ha riscosso più simpatie rispetto al lavoro che la nostra parte di “governicoli” ha realizzato.

lunedì 27 maggio 2019

Guardiamola come un'occasione per ripartire

di Tommaso Merlo  

La campagna elettorale era iniziata con Di Battista e Di Maio in viaggio insieme verso Strasburgo e finisce 5 punti in meno del Pd. Un’umiliazione insopportabile. Col Movimento al 17 % ci vuole un segnale forte di discontinuità. Ci vuole un cambio di passo. Di Maio è un politico di razza. Per la sua età è davvero un fenomeno. Ma non è Superman fino a prova contraria. Dirige uno dei ministeri più complessi in piena crisi economica, è vicepremier ed è anche capo politico di quello che alle politiche era il primo partito. Come Ministro se la sta cavando davvero bene, ma come capo politico – stando ai risultati – molto molto meno. Sparito Di Battista, la campagna elettorale l’ha fatta Di Maio praticamente in solitaria. È diventato lui il volto del Movimento. In passato c’era Beppe, Di Battista, Fico, la Taverna, la Raggi e altri attivisti storici che si alternavano e rappresentavano le varie anime e sensibilità del Movimento.




Col solo Di Maio al comando, il Movimento si è accentrato sulla sua persona, impoverendosi, inaridendosi, apparendo un partito come un altro, con un capo in cima è un esercito al seguito. Assetto vecchio stampo e molto pericoloso.


domenica 26 maggio 2019

Se non c’è lavoro, caro Monti e cara Fornero, è per conseguenza di decisioni politiche sbagliate

di Davide Gionco

L’art. 1 della Costituzione dice chiaramente che “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”.

Dopo di che ci ritroviamo in Italia con milioni di disoccupati, con imprese che operano ben al di sotto del loro potenziale, con i nostri giovani (e non solo) che emigrano all’estero per cercare opportunità di lavoro.
E il tutto sembra confermato dalla frase lapidaria di molti sedicenti “economisti”, come l’ex ministro Elsa Fornero, i quali ripetono in ogni sede lo slogan “Il lavoro non si crea per decreto”.

A me sembra, invece, del tutto evidente che il lavoro lo si crea certamente per decreto legge e che se non c’è lavoro è per conseguenza di decisioni politiche sbagliate, non finaizzate a creare posti di lavoro. Concetto che ora andiamo a dimostrare.





Prima di tutto analizziamo come funziona il mercato del lavoro.
Molti pensano che “sono le imprese private” a creare lavoro, ma in realtà è una frase che non significa nulla. Una impresa privata crea posto di lavoro se c’è qualcuno, dei clienti, che domanda di produrre qualche cosa ed è disposto a pagarlo.

mercoledì 22 maggio 2019

Come se dal 2013 non fosse successo Nulla!

di Marco Travaglio

L’altra sera, facendo zapping, ci siamo imbattuti in uno di quei revival di archeologia televisiva, tipo Techetè, con vecchi guitti in bianco e nero di tanti anni fa. Così almeno abbiamo pensato, quando abbiamo visto la buonanima di Silvio B. in gran forma, tutto pittato, laccato, moquettato e levigato come un set di sanitari Ideal Standard, con un suo impiegato che lo “intervistava” (si fa per dire) sulle tante, infami “calunnie” che ha subìto in vita sua. Attendevamo che, da un momento all’altro, entrassero le ragazze del Drive In o di Colpo Grosso, accompagnate da Greggio e D’Angelo o da Smaila. Poi abbiamo scoperto che era tutto in diretta: la buonanima era viva. E parlava.






Strascicando alla Crozza, ma parlava. Come se, a cinque anni dalla dipartita dal Senato palla volta di Cesano Boscone, l’avessero scongelato dal freezer e liberato dalla funzione Pause per restituirlo al più consono Play.