DI ROSANNA SPADINI
comedonchisciotte.org
Nel "Game of Thrones" della terra sterminata di Eurolandia si stanno addensando furiosi venti di guerra. In questa strana dimensione, che l’androide eurosapiens conosce da troppo tempo, le regole che non hanno mai funzionato, non funzionano più. Ed ecco che con buona pace dei 28 premier europei, maggiordomi cloroformizzati dal potere imperante delle oligarchie finanziarie, è stato nominato nuovo Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, il coniglio dagli occhi mansueti e dal cuore volpino.
Lo aveva annunciato il 26 giugno scorso il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, con 140 caratteri su Twitter, nuovo organo istituzionale della “democrazia liquida” del villaggio globale.
Infatti la nomina è stata designata dal Consiglio Europeo con un voto a maggioranza di 26 Paesi a favore contro 2 contrari (Gran Bretagna e Ungheria). L'elezione di Jean-Claude poi è avvenuta il 15 luglio a Strasburgo, con un'ampia e forte maggioranza dell'Europarlamento (422 voti su 750).
Intanto dal Regno Unito, che sta registrando il tasso di occupazione al massimo storico (del resto loro non conoscono l'euro), il premier David Cameron ha lanciato il guanto di sfida sulla guanciotta del coniglietto dal cuore di volpe, or ora eletto alla presidenza della Commissione.
Dopo la fallimentare battaglia contro la sua nomina quindi Cameron ha deciso di rimpastare il governo, cacciando i ministri eurofili dall'esecutivo. Trascorsa tra odi e vendette la “notte dei lunghi coltelli”, Michael Gove non sarà più il ministro dell’istruzione e diventerà il nuovo chief whip, il capogruppo parlamentare del partito conservatore, mentre il segretario della difesa, l’euroscettico Philip Hammond, sarà il nuovo ministro degli esteri al posto di William Hague. Lasciano inoltre i loro uffici anche altri eminenti "europeisti" ora caduti in disgrazia, come Kenneth Clarke, Damian Green e David Willetts.
E se ciò non bastasse Cameron promette anche di indire un referendum l'anno prossimo per uscire al più presto dall'Unione Europea. La sfida quindi è partita e c'è chi giura che ormai l'Europa avrebbe i suoi bei giorni contati.