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giovedì 2 aprile 2015

Non c’è nessuna crisi, gli oligarchi vogliono sacrifici umani

In passato alcuni lettori mi hanno contestato l’utilizzo dell’espressione “nazisti tecnocratici” in riferimento a certi personaggi che condizionano le leve di potere in Europa. Il tempo, sempre galantuomo, si è preso la briga di validare alcune mie passate intuizioni, rendendo sempre più palesi e scoperte le pulsioni omicidiarie che attraversano il Vecchio Continente. Preliminarmente tengo a precisare i contorni della mia analisi, conoscendo perfettamente le differenze che intercorrono tra il modello operativo del Fuhrer originale rispetto a quello abbracciato dal suo tardo-epigono Mario Draghi, vero dominus del progetto di annichilimento della civiltà europea ora in atto. Le scellerate condotte poste in essere dai nazisti originali traevano ispirazione dall’assorbimento di una filosofia occulta che non riconosceva dignità a tutti gli esseri umani. Il popolo germanico, ieri come oggi, si sentiva colpito nella sua ontologica purezza, minacciato da un meticciato composto da popoli inferiori da schiavizzare e polverizzare.

mercoledì 1 aprile 2015

Federpetroli: “La Basilicata è un pozzo nero irreversibile per colpa della politica”

di Pietro Dommarco / Fonte: Qualenergia.it del 30 marzo 2015

Un’intervista per molti versi sorprendente a Michele Marsiglia, presidente FederPetroli Italia, con un ruolo importante su ricerca ed estrazione di idrocarburi nazionali. Marsiglia spiega perché si sbaglia a non dialogare con le comunità locali, che l’eccesso di trivelle in Basilicata va imputato alle aziende, ma anche a chi le ha autorizzate e perché non c’è stato sviluppo locale alla luce delle risorse estratte.
marsigliaIn pochi sanno che da Padova partono molte delle azioni di lobbying in materia di energia, ricerca ed estrazioni di idrocarburi in Italia. Nel capoluogo veneto, infatti, ha sede FederPetroli Italia, la Federazione internazionale del settore petrolifero. Per capire come il sistema dell’upstream ha accolto il varo della legge Sblocca Italia e conoscere il punto di vista delle compagnie petrolifere sul futuro fossile del nostro Paese, abbiamo incontrato il suo presidente. Il tempo di una tazzina di caffè con piattino marchiato Eni e Michele Marsiglia mi accoglie nel suo ufficio. Alla sua sinistra un’ampolla contenente il greggio di Ombrina Mare, a destra, invece, un monitor sul quale scorrono le notizie Ansa in merito all’arresto di Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, che Michele Marsiglia non commenta, limitandosi a fare spallucce e pronunciare la parola “tangenti”.
Ci sediamo e dopo avermi mostrato, da fiero democristiano, l’immagine dello scudo crociato sul suo smartphone è iniziata la nostra intervista. Temi trattati: sostenibilità, trasparenza, strategie energetiche e quella tutela dell’ambiente che, in Basilicata, continua ad essere a rischio. Nelle ultime ore, infatti, è trapelata la notizia che l’Arpa regionale ha riscontrato la presenza di idrocarburi, metalli pesanti e sostanze non meglio specificate nei terreni e nelle acque prelevate da 3 piezometri in prossimità dell’area del pozzo esplorativo “Pergola 1”, dove fervono i lavori da parte di Eni.

martedì 31 marzo 2015

"La permanenza nell'euro per un paese è più folle di tutti gli altri. Quel paese è l'Italia". Jacques Sapir

















La “necessità” di svalutazione interna di un 20% per colmare i gap con la Germania lascia all'Italia una sola via: l'uscita dall'euro

In un articolo sul suo blog RusseEurope, Jacques Sapir  misura “quanto sia folle cercare di fare un’Unione Monetaria senza meccanismi di trasferimenti, senza unione fiscale e senza unione sociale. Nella situazione attuale, solo un’uscita rapida dall’Euro puo’ risparmiare alle popolazioni dei tre Paesi, la Spagna, l’Italia e la Grecia, la continuazione della sofferenza e della disperazione che ne risultano”. 
In un sistema a moneta unica (un’Unione Monetaria) come l’Eurozona, scrive l'economista francese, i Paesi membri non si possono svalutare a vicenda, ma una svalutazione (o una valutazione) della moneta puo’ verificarsi solo tra l’insieme dell’Eurozona e il “resto del mondo”. Nel caso dell’Eurozona, scrive Sapir, il problema della relativa competitività dei Paesi è oggi un problema di primaria importanza.

La competitività relativa evolve, dalla data dell’entrata in vigore dell’UEM (1999) in funzione: 
1. Delle differenze nei ritmi di inflazione
2 . Delle differenze di produttività
3 . Delle differenze nella pressione fiscale sulle imprese, tranne nel caso in cui sia stata dichiarata un’Unione Fiscale
4 . Delle differenze nei tassi degli stipendi diretti e indiretti (comprese le prestazioni sociali), tranne nel caso in cui sia stata dichiarata un’Unione Sociale.
5. Dell’aumento in scala di tutta la produzione del Paese considerato rispetto all’economia dominante.

Grosso guaio a Francoforte: il bazooka si è inceppato

di Giuseppe Masala.

Solo un mese fa ci avevano presentato il Quantitative Easing della BCE, pronto a entrare in opera, come il provvedimento che avrebbe rivitalizzato l'economia europea. Alcuni economisti (generalmente appartenenti alla scuola marxista e più in generale a visioni eterodosse) avevano comunque avvisato che questo genere di operazione poteva rivelarsi come un mero salvataggio dei mercati finanziari (e delle istituzioni finanziarie che in esso operano) e che non avrebbe avuto comunque effetto sull'economia reale.
A pochi giorni dalla sua partenza queste considerazioni fuori dal coro rischiano però di essere considerate come visioni economiche assolutamente ottimiste. E questo è la stessa BCE a dircelo.
Il 27 Marzo i conti correnti di deposito della BCE (deposit facility) già erano in crescita e ammontavano alla considerevole cifra di 57,29miliardi di euro, mentre ad oggi ammontano alla cifra di 63,62 miliardi di euro. Dunque siamo di fronte ad una crescita quasi esponenziale che non è azzardato definire anomala.

La NATO marcia verso la Russia, senza avere idea di cosa l’aspetta…

“L’escalation del nemico, nella speranza di costringere la Russia ad arretrare, genererà … il primo attacco e la guerra totale, poiché la Russia sente che la sua vita ed esistenza sono minacciate dal nemico”.
Traduco questo pezzo con una certa inquietudine, e riosservo nel tempo e nella storia come il “pathos” religioso – monoteista-  favorisca fanatismo e la sua giustificazione positiva. Tuttavia, il pezzo ha a mio avviso delle note illuminanti che,  nel mainstream sarà ben difficile trovare…

icke- war just love it——————————
I politici americani in particolare e quelli europei in generale, sono tra i piu’ ignoranti stupidi, quando si tratta di qualcosa che è  oltre i loro confini. Quando si tratta poi della Russia, è un enigma avvolto nel mistero…ma solo perchè, cari lettori, nessuno si è mai dato pena di comprendere i Russi e il punto di vista dei Russi. 

lunedì 30 marzo 2015

L’esplosione della “classe esplosiva”

Uno spettro si aggira per l’Europa: è lo spettro del precariato. Ed è proprio attraverso la categoria concettuale del precariato, definita “classe esplosiva”, che si può comprendere il recente fenomeno italiano delle “coalizioni sociali”, ben lontano dai cartelli politico-elettorali della recente tradizione. Sottovalutarlo significa ignorarne la possibile esplosione. 

di Domenico Tambasco

Uno spettro si aggira per l’Europa: è lo spettro del precariato. 

Così potremmo esordire, parafrasando il noto incipit del “Manifesto del Partito Comunista”[1], per definire con una sintomatica espressione il recente sviluppo di “coalizioni sociali” che traggono la loro origine direttamente dal mondo del lavoro. 

È un fenomeno che risponde a dinamiche sociali articolate e profonde, di lungo momento, che solo uno sguardo superficiale può ridurre alla lista dei cartelli politico-elettorali; è il caso dunque di coglierne i profili, facendo riferimento a ciò che sta accadendo, negli ultimi mesi, proprio in Italia. 

Incredibile a dirsi –forse memore di una tradizione movimentista che affonda le sue radici ai tempi della Rivoluzione Francese – una delle prime categorie a mobilitarsi è stata proprio quella degli avvocati che, a colpi di “selfie” recanti lo slogan “Io non mi cancello”, ha dato vita ad una diffusa protesta contro la propria Cassa di Previdenza Forense. Protesta che si è rivolta in particolare contro il sistema dei “minimi contributivi” che prescindono dal reddito del singolo professionista e, soprattutto, contro l’approvazione di una norma dello schema di decreto ministeriale[2] che prevederebbe la “regolarità contributiva” quale requisito di permanenza nell’ordine professionale. Il che vorrebbe dire, in poche parole, penalizzare oltre il 40% dei professionisti oggi iscritti all’albo che dichiarano redditi rientranti addirittura nella soglia di esenzione dal contributo unificato per le cause di lavoro (ovverosia redditi inferiori ai 32.000,00 euro)[3] e che, ciononostante, si vedono recapitare annualmente richieste di pagamento di contributi minimi che sfiorano i 4.000,00 euro. 

domenica 29 marzo 2015

Ecco come fare il Reddito di Cittadinanza

Renzi studia! Il reddito di cittadinanza si può fare. Basta solo volerlo. E' un sogno non solo italiano, ma di tutti i cittadini europei.
Yannick Vanderborght è professore di Scienze Politiche all'Università Saint-Louis di Bruxelles e all'UCL di Louvain-la-Neuve. Recentemente ha scritto un libro "Il reddito minimo universale" che spiega come realizzare il reddito di cittadinanza in tutti i Paesi europei.
Laura Agea, portavoce del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo e membro della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali, lo ha intervistato.
Ascoltate cosa dice dell'Italia. E' assurdo!
Ecco cosa dovrebbe fare qualunque governante: togliere ai ricchi per dare ai poveri. Invertire la piramide sociale che vede il 2% della popolazione possedere il 98% della ricchezza mondiale. Il ceto medio è sparito. Colpa della crisi? No, colpa di questa politica che l'ha creata e di come l'ha mal governata.
Laura Agea sta studiando tutti i meccanismi e gli interventi politici possibili da fare in Europa che possano aiutare il Movimento 5 Stelle a realizzare in Italia un sogno: quello del

#redditodicittadinanza
"Non chiediamo la luna. Chiediamo diritti". (Laura Agea)




IL TUO DENARO, LA TUA VITA

DI GERARD CELENTE  informationclearinghouse.info

Non è mai accaduto niente di simile nella Storia del Mondo. Sotto gli occhi di tutti, e a spese di tutti, i governi continuano a razziare ingenti ricchezze per arricchire i responsabili dei più efferati crimini e nefandezze economico-finanziarie.
Prima c’era la TARP. Come pretesto per arginare le turbolenze nel mercato azionario dopo il collasso di Lehman Brothers nel settembre 2008, il presidente George W. Bush approvò solo un mese dopo il Troubled Asset Relief Program
Il piano permise al Tesoro degli Stati Uniti di assicurare $ 700 miliardi di dollari di "beni in difficoltà," un eufemismo che in realtà significa coprire le nefandezze finanziarie commesse dalle grandi banche e dai grandi speculatori di Wall Street.

sabato 28 marzo 2015

COSA E' SUCCESSO REALMENTE ?

DI ATTILIO FOLLIERO
umbvrei.blogspot.it


Un ennesimo incidente aereo in Europa. Il volo 9525 della compagnia tedesca Germanwings, operato mediante un aereo Airbus A320-200, che da Barcellana, in Spagna viaggiava a Düsseldorf, in Germania, alle ore 10:47 del 24 marzo 2015 si è schiantato in Francia, sulle Alpi di Provenza, in una zona impervia compresa tra le località di Prads-Haute-Bléone e Barcelonnette. Si trattava di un volo low cost ed è il primo incidente aereo con vittime di una compagnia low cost. Ovviamente l’incidente ci rattrista profondamente.

Tutti i media del mondo danno la colpa della tragedia al copilota Andreas Lubitz. Tutti i giornali titolano: “E’ stato lui!” È stato lui a far cadere l’Airbus 320, con 150 persone a bordo, 144 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. La ricostruzione di come sarebbero andati i fatti è stata resa nota dal procuratore di Marsiglia, Brice Robin in una conferenza stampa. Prima di questa conferenza stampa, il New York Times aveva già rivelato che pochi minuti prima dello schianto uno dei due piloti era chiuso nella cabina e l’altro era fuori che cercava di entrare. Quella che per tutti è ormai la verità, potrebbe non esserlo o esserlo solo parzialmente. L’aereo decolla da Barcellona alle ore 10:01 (ora CET, ovvero l’orario dell’Europa Centrale, che include anche l’ora della Spagna, della Germania, della Francia ed anche dell’Italia), che corrisponde alle 9:01 ora UTC, ovvero il Tempo Coordinato Universale, derivato dal tempo medio di Greenwich. Il volo è partito in ritardo rispetto all’orario previsto, le 9:35 (ora CET). Alle 10:30 l’ultimo contatto accertato; alle 10:31 abbandona l’altitudine assegnata (38.000 piedi) e comincia una discesa di circa 17,8 metri al secondo. La torre di controllo cerca invano di contattare il pilota. Alle 10:36 dichiarano l’emergenza; si alza in volo un Mirage dall’aereoporto di Marsiglia e raggiunge lo spazio aereo in cui si trova l’airbus 320. Alle 10:47 lo schianto contro la montagna a 700 km all’ora. Questa la ricostruzione ufficiale, riportata anche da tutti i media.

UN TRAGICO ERRORE TRATTARE LA CINA COME UN NEMICO

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
telegraph.co.uk

La diplomazia pasticciata dell'Amministrazione Obama sta costringendo la Gran Bretagna e gli alleati più stretti a dover scegliere fra Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno gestito la loro diplomazia economica con una miopia sconcertante.

Il tentativo del Tesoro statunitense di paralizzare l'Asian Infrastructure Investment Bank [AIIB], prima ancora che questa “arrivi a terra”, è chiaramente intesa a scongiurare l’ascesa della Cina come superpotenza finanziaria rivale, quali che siano le faux-pieties di Washington riguardo gli standards di governo [di quel paese].

Questa politica è sbagliata ad ogni livello, dimostra quanto le cose possano andare per storto quando un Presidente azzoppato [Congresso e Senato a maggioranza repubblicana] deve sottoporre ai dilettanti del Congresso delicate questioni di geostrategia mondiale.Washington ha fatto infuriare la Gran Bretagna quando ha cercato di costringere Downing Street a boicottare il progetto.