La piena occupazione senza sovranità monetaria è impossibile. I dati sulla disoccupazione nell'eurozona sono drammatici: a fine 2014 si segnava un tasso medio dell'11,4%, con punte del 12,9% in Italia, del 13,5% in Portogallo, del 24,2% in Spagna e del 26,2% in Grecia. Circa 25 milioni di disoccupati in Europa e più di 3 milioni in Italia. E stiamo parlando di dati parziali, che non tengono conto di chi è disoccupato ma non cerca più un lavoro, mentre contano fra gli occupati anche i moltissimi lavoratori sottoccupati e precari. Il tasso di disoccupazione realistico dell'Italia si aggira infatti intorno al 22% e i disoccupati effettivi sono circa 6 milioni. Numeri da dopoguerra. E non si tratta di una calamità naturale, ma di una lotta furiosa che vede schierati da una parte grande industria e finanza e dall'altra lavoratori e piccola-media impresa. Se a trionfare, oggi, sono istituti finanziari e multinazionali è soprattutto grazie all'euro.
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martedì 12 maggio 2015
lunedì 11 maggio 2015
In Europa è la Germania che dev'essere sanzionata, non la Grecia
DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
Se il Diritto Comunitario fosse correttamente applicato, la Germania dovrebbe essere multata perché sta mettendo in pericolo la stabilità dell’Eurozona, violando per il quinto anno consecutivo la “Macroeconomic Imbalanced Procedure” [Procedura per gli Squilibri Macroeconomici]
Il surplus delle Partite Correnti [le transazioni internazionali in merci, servizi, redditi e trasferimenti unilaterali correnti] della Germania è fuori controllo. Le “Previsioni di Primavera” della Commissione Europea evidenziano che quest’anno il surplus supererà qualsiasi precedente record, raggiungendo il picco del 7.9% del PIL, record dell’era moderna. E nel 2016 sarà del 7.7%.
Le vaghe rassicurazioni sul fatto che questo surplus sarebbe diminuito nel corso del tempo hanno ancora una volta portato al nulla. Questo paese è ora il più grande trasgressore delle regole di stabilità dell’Eurozona. La Germania dovrebbe essere oggetto di sanzioni punitive, se le regole previste dai Trattati Europei fossero applicate.
domenica 10 maggio 2015
BOSCHI E FORNERO, QUANDO LA MENZOGNA E' DONNA
DI IPAZIA
Lo dico conoscendo il genere: se le donne devono conquistarsi la parità con gli uomini esibendo un tasso di menzogna così alto, la partita individuale possono anche vincerla, quella del genere è persa definitivamente. In fondo, l'accusa originaria era che il mondo al maschile faceva un po' schifo e avremmo potuto migliorarlo solo noialtre. Se siamo pari al gradino più basso, addio cambiamento. In meglio, voglio dire.
Apprendo dalle agenzie che Maria Elena Boschi, giovane aretina laureata in legge, con qualche preferenza per il diritto commerciale (l'hanno messa a fare le riforme costituzionali, un senso ci deve essere; commercialmente parlando...) avrebbe dichiarato a proposito della scuola e della "riforma" renziana, che ha portato in piazza tutti coloro che la scuola la fanno vivere: «quello che non è accettabile è lasciare le cose come sono. La scuola solo in mano ai sindacati funziona? Io credo di no».
sabato 9 maggio 2015
Il M5S Basilicata verso Schiassi (ARPAB): "si dimetta. Ora, subito”.
Il capogruppo del M5s dopo l’audizione del direttore dell’Agenzia in seconda Commissione: “Bilancio non approvato nei termini e nelle modalità previste dalla legge, situazione grave e possibili responsabilità amministrative e contabili”
(ACR) - “Il mistero del bilancio ‘fantasma’ appare finalmente risolto: il bilancio di previsione Arpab per l’anno 2014 si è materializzato ieri nella competente Commissione consiliare assieme al direttore della stessa agenzia, il dottor Aldo Schiassi. Quello che è accaduto resta, tuttavia, davvero incredibile: al punto che potrebbe attrarre l’attenzione della magistratura contabile e non”. E’ quanto afferma il capogruppo del Movimento cinque stelle in Consiglio regionale, Giovanni Perrino, commentando l’audizione svolta ieri in seconda Commissione.
Tutti in Marcia per il " Reddito di Cittadinanza "
Il reddito minimo garantito è una realtà nella quasi totalità dell'Unione Europea,
in Italia non è mai entrato nei meriti del dibattito politico
perchè?
In diversi paesi europei esistono già da diversi anni (se non addirittura decenni!) varie forme di reddito di base che si accompagnano ad altri interventi di sostegno al reddito. In questo documento mostreremo una carrellata di tutti queste realtà, a dimostrazione che il reddito minimo garantito è possibile e dà i suoi frutti. Già nel 1992 l'Unione Europea aveva invitato gli stati membri ad adeguarsi a chi aveva già introdotto il reddito di base tra le proprie politiche di welfare e la raccomandazione 92/411 di fatto impegnava gli stati ad adottare misure di garanzia di reddito. A questi inviti hanno aderito Portogallo e Spagna, che con Zapatero sta formulando una sua proprosta di reddito minimo, mentre restano totalmente inadempienti soltanto Grecia ed Italia! Ma vediamo nel dettaglio la situazione europea. Cominciamo dai Paesi Bassi: - in Belgio viene elargito il Minimax, una rendita mensile di 650€, rilasciata a titolo individuale, a cui può avere accesso chiunque; - In Lussemburgo abbiamo il Revenu Minimum Guaranti, un reddito individuale che si aggira intorno ai 1100€ e che si ottiene fino al raggiungimento di una migliore condizione economica (in altre parole, finchè non si trova un impiego stabile); - in Olanda esiste il Beinstand, rilasciato a titolo individuale, che si accopagna a tutta una serie di sostegni per affitti, trasporti e accesso alla cultura. Esiste inoltre un'altra forma di reddito minimo di 500€, il Wik, garantito agli artisti per poter permettere loro di creare in libertà senza troppi oneri economici!
In diversi paesi europei esistono già da diversi anni (se non addirittura decenni!) varie forme di reddito di base che si accompagnano ad altri interventi di sostegno al reddito. In questo documento mostreremo una carrellata di tutti queste realtà, a dimostrazione che il reddito minimo garantito è possibile e dà i suoi frutti. Già nel 1992 l'Unione Europea aveva invitato gli stati membri ad adeguarsi a chi aveva già introdotto il reddito di base tra le proprie politiche di welfare e la raccomandazione 92/411 di fatto impegnava gli stati ad adottare misure di garanzia di reddito. A questi inviti hanno aderito Portogallo e Spagna, che con Zapatero sta formulando una sua proprosta di reddito minimo, mentre restano totalmente inadempienti soltanto Grecia ed Italia! Ma vediamo nel dettaglio la situazione europea. Cominciamo dai Paesi Bassi: - in Belgio viene elargito il Minimax, una rendita mensile di 650€, rilasciata a titolo individuale, a cui può avere accesso chiunque; - In Lussemburgo abbiamo il Revenu Minimum Guaranti, un reddito individuale che si aggira intorno ai 1100€ e che si ottiene fino al raggiungimento di una migliore condizione economica (in altre parole, finchè non si trova un impiego stabile); - in Olanda esiste il Beinstand, rilasciato a titolo individuale, che si accopagna a tutta una serie di sostegni per affitti, trasporti e accesso alla cultura. Esiste inoltre un'altra forma di reddito minimo di 500€, il Wik, garantito agli artisti per poter permettere loro di creare in libertà senza troppi oneri economici!
venerdì 8 maggio 2015
Reiniezione, la prof. Colella risponde a Eni
In riferimento alla conferenza stampa del 06/05/2015 sulle acque di Cd. la Rossa (Montemurro), comunico di non poter condividere le dichiarazioni conclusive su tali acque del consulente di Eni Prof. E. Bacci e sulle argomentazioni utilizzate. Ero già a conoscenza di queste conclusioni e durante la mia ricerca avevo già valutato con i miei colleghi il criterio scientifico relativo agli isotopi dell’ossigeno e dell’idrogeno utilizzato dal Prof. Bacci.
Quest’ultimo è un ecologo, ma il problema più importante nel caso delle acque di Cd. La Rossa è quello idrogeologico, tant’è che non a caso nel mio studio ho ritenuto necessaria la collaborazione scientifica con idrogeologi, coinvolgendo colleghi di uno dei maggiori gruppi internazionali, quello del Prof. M.V. Civita del Politecnico di Torino.
Quest’ultimo è un ecologo, ma il problema più importante nel caso delle acque di Cd. La Rossa è quello idrogeologico, tant’è che non a caso nel mio studio ho ritenuto necessaria la collaborazione scientifica con idrogeologi, coinvolgendo colleghi di uno dei maggiori gruppi internazionali, quello del Prof. M.V. Civita del Politecnico di Torino.
Padroni estorsori
Il presidente di confindustria Squinzi va all’incasso. Forte dell’approvazione del Jobs Act che ha sancito il nuovo regime della piena ricattabilità del lavoro dal palco dell’assemblea privata degli industriali di confindustria chiede la cancellazione formale del contratto nazionale di lavoro. In sostanza rivendica la fine di un livello contrattuale per lasciare libertà all’impresa di decidere se applicare il contratto nazionale, ovviamente sterilizzato e ridotto a cornice vuota, oppure costruirsi un contratto su misura della singola azienda in cui orari, salari, turni, tutto risulti piegato agli obbiettivi ed alle compatibilità aziendali. Il caro vecchio sogno del padronato nostrano è a un passo dall’essere raggiunto e non solo perché Cisl e Uil non hanno nemmeno atteso che Squinzi terminasse una sola frase per alzarsi in una ridicola e vergognosa standing ovation. Le arroganti pretese di Squinzi appaiono il coronamento di una lunga serie di manomissioni del contratto nazionale e del salario.
giovedì 7 maggio 2015
La crisi economica non esiste, è solo un piano di dominio della Finanza sui popoli
Questa non è una crisi economica, ma è uno strumento, un processo voluto e pianificato per arrivare a sostituire la zootecnia alla politica, ossia per poter governare la popolazione terrestre con la padronanza e prevedibilità con cui si governa il bestiame nella stalla o i polli in batteria. E per arrivarci con la collaborazione della gente, facendole credere che le riforme siano tutte scelte scientifiche razionali e magari anche democratiche (l’aspetto didattico-ideologico, la dottrina dei mercati sani e disciplinanti). Questo processo è stato avviato dalla metà degli anni ’70, mediante una serie di precise scelte: un preciso modello economico, una serie di riforme legislative, di lungo respiro (soprattutto la deregolamentazione del settore bancario, l’indipendenza delle banche centrali, la privatizzazione del rifinanziamento del debito pubblico), che si sapeva benissimo che cosa avrebbero prodotto, ossia una società e un’economia reale permanentemente in balia dei mercati e ricattabili dagli speculatori finanziari. Una crescente concentrazione di quote di reddito, quote di ricchezza, quote di potere, nelle mani dei pochi che decidono.
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