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mercoledì 6 maggio 2015

La Troika si spacca sullo scoglio greco

di Claudio Conti.

La realtà ha la testa più dura dell'ideologia. Persino di quella ordoliberista di matrice tedesca che domina ai piani alti dell'Unione Europea e solo lì.
Nella defatigante trattativa tra la Troika (Ue, Bce, Fmi) e la Grecia, fin qui condotta a colpi di diktat e strangolamento finanziario da una parte e proposte alternative, spesso al limite della provocazione intelligente dall'altra, alla fine è stato addirittura il Fondo Monetario Internazionale ad alzare bandiera bianca e rassegnarsi a "consigliare" una ristrutturazione del debito pubblico di Atene.
Sia detto per inciso: è la proposta che fin dall'inizio aveva fatto Yanis Varoufakis per conto del governo ellenico e per cui si era meritato l'epiteto di "dilettante" da parte del boero destrorso Jeroen Dijsselbloem, capo dell'Eurogruppo e vicepresidente del Consiglio europeo.
"Ristrutturazione" è il termine tecnico, alquanto eufemistico, che sta per "cancellazione parziale" del debito.
Del resto, come ripetono tutti gli analisti (oltre che il governo greco), Atene non potrà mai ripagare un debito salito dal 125 al 180% grazie agli "aiuti" e ai "fraterni consigli" della Troika, che aveva trovato due obbedienti complici nel "socialista" Papandreou e nel conservatore Antonis Samaras.

IL DISASTRO ITALIANO RACCONTATO DAL PD (CHE E' IL MAGGIORE RESPONSABILE)

DI PAOLO CARDENA'
vincitorievinti.com
 
Signore e Signori, parole e musica dell'Onorevole Alfredo D'Attorre (nella foto), che è un esponente di spicco del PD, che  a sua volta è il partito maggiore responsabile del disastro italiano.
E' un video, segnalato originariamente dagli amici di Scenari Economici(che ringrazio), che merita di essere visionato e diffuso quanto più possibile, perché contiene delle grandi verità che riguardano la situazione economica italiana e quanto accaduto in questi anni di crisi. Tutte cose che chi ha avuto la pazienza di seguire questi pixel conosce già.


Riassumendo, molto brevemente, quanto detto da D'Attorre, che va apprezzato per  l'onestà intellettuale con la quale parla di questi temi; onestà assai latente da quelle parti.
 

martedì 5 maggio 2015

Il M5S scatena l'Inchiesta Europea sull'inquinamento in Val d'Agri

"Grazie all'indagine che aprirà la Ue e alle battaglie degli ultimi mesi, i problemi ambientali e sanitari provocati dalle estrazioni petrolifere in Basilicata sono diventati un tema europeo e nazionale. Ora, il presidente della Regione ‪#‎Pittella‬, ‪#‎Renzi‬ e il suo governo, la‪#‎magistratura‬, gli organi di informazione non possono continuare a far finta che tutto vada bene e accettare che le società petrolifere portino avanti i loro progetti di estrazione senza dare conto dei danni che producono". Nuovo intervento del portavoce eurodeputato del Piernicola Pedicini dopo la straordinaria decisione della Ue di avviare un'indagine sul petrolio lucano.



"Il petrolio porta ‪#‎inquinamento‬ e ‪#‎povertà‬, gli interessi economici delle multinazionali e le ‪#‎royalties‬, che non rappresentano neanche il cinque per cento del bilancio regionale lucano, - spiega Pedicini - non possono giustificare che il futuro e la storia di un'intera regione vengano devastati da una scelta così scellerata.

La " Non Democrazia " minaccia la Scuola Italiana

di Alain Goussot

Non si era ancora sentito un presidente del Consiglio usare insieme l'arma del ricatto e della repressione con tanta disinvoltura (lo si era capito alla Fiat con il signor Marchionne e gli imprenditori che volevano cancellare l'articolo 18 e lo Statuto dei lavoratori). Il signor Renzi non sopporta i contestatori e se necessario è pronto a usare la forza (lo si era visto con i metalmeccanici a Roma ma lì c'era Landini e la cosa non andò oltre), nel caso della scuola ha anche deciso di usare pesantemente l'arma del ricatto collettivo.
Dà i numeri continuamente e tutti sanno che le cifre di assunzioni sparate all'inizio non sono veritiere, ma quel che è peggio è che è deciso, per conto dei poteri che contano (mercati finanziari, Confindustria, banche, multinazionali), a cambiare il volto della scuola italiana da scuola democratica di tutti aperta a tutti ad una scuola a più velocità con corsie preferenziali per chi ha soldi e corsie periferiche e di basso livello per chi non è meritevole (vale a dire chi non ha le risorse socio-economiche necessarie) e chi è considerato come problematico e pericoloso (chi ha difficoltà di apprendimento e resiste alla normalizzazione funzionale all'economia).

lunedì 4 maggio 2015

Travaglio: " Da grande voglio fare il #BlackBloc "


di Marco Travaglio.

Salve, sono un black bloc. Vengo da fuori, ma non vi dico da dove, tanto lo sapete benissimo (mi riferisco all'intelligence italiana, che è sempre molto intelligente).
E niente, vorrei parlarvi un po' del mio lavoro, che mi dà tante soddisfazioni, soprattutto in Italia. È un bell'impiego, non c'è che dire, specie con questi chiari di luna. Ben pagato, anche.


Io peraltro sono una vocazione precoce: sognavo di spaccare tutto fin da piccolo. I miei matusa, ingenui, mi dicevano: "Così non vai da nessuna parte, devi smetterla di sfasciare ogni cosa che vedi, fatti una posizione". Ho fregato anche loro: mi son fatto una posizione sfasciando tutto. Sono richiestissimo, indosso una divisa strafica (il nero della tuta mi slancia e acchiappo un casino), giro il mondo.

Prima, ai tempi del G8 di Genova, avevo un contratto Co.Co.Co (acronimo di Cosa Colpire a Cottimo), poi trasformato in Co.Co.Pro (Cosa Colpire a Progetto). Ora invece, grazie al Jobs Act, mi han fatto un tempo indeterminato a tutele crescenti: più vetrine sfascio, più macchine incendio, più negozi devasto, più poliziotti meno, più le autorità italiane mi proteggono.

Avete mai visto un black bloc manganellato o arrestato in Italia? Io mai (parlo di noi col marchio Doc, diffidate dalle imitazioni e dai franchising). È una sensazione eccitante: accendi un fumogeno, ti cambi d'abito nella nuvola di gas, metti a ferro e a fuoco la città, e sfili indisturbato fra due ali di folla, di polizia, di cameramen e di fotografi professionisti e dilettanti: nessuno ti tocca, neppure una pieghina sulla tuta, bello lindo e liscio come l'olio. Meglio di Mosè tra le acque del Mar Rosso.

domenica 3 maggio 2015

La Consulta, grazie alla professoressa Sciarra sostenuta dal M5S, si pronuncia contro la Legge Fornero

PROPRIO IL MEMBRO DAI 5 STELLE VOLUTO E SOSTENUTO, SI E’ RESA PROTAGONISTA DELLA STORICA SENTENZA DI IERI
ECCO IL COMMENTO DI ALESSANDRO DI BATTISTA
Vi ricordate la battaglia durissima che il ‪#‎M5S‬ ha fatto per non far eleggere VIOLANTE alla Corte Costituzionale? Ebbene quella battaglia la vincemmo e al suo posto venne eletta (ovviamente con i voti del M5S) l’illustre professoressa Sciarra.
La Sciarra è stata la RELATRICE della storica sentenza della Consulta che ieri ha bocciato parte della LEGGE FORNERO.
Vedete cosa si ottiene mettendo persone preparate e oneste nei posti giusti? E quelli volevano Violante!

Renzi e la dittatura della maggioranza

di Angelo Cannatà

Ormai è un dato di fatto. Matteo Renzi sta costruendo, attraverso l’Italicum, un presidenzialismo mascherato e pericoloso, senza contrappesi. 
Si sente legittimato. Ha i numeri. Democrazia è governo della maggioranza. Le cose in realtà non stanno così: lo dicono i principi della filosofia politica.

1. La democrazia non può compiutamente caratterizzarsi solo come governo della maggioranza. Infatti una maggioranza può governare in maniera autoritaria.

2. Chi governa deve salvaguardare le istituzioni (il Parlamento…) e assicurare alla minoranza – attraverso il dibattito in alula - la possibilità di lavorare per il cambiamento.

3. La domanda fondamentale non è quella di Platone: “Chi deve comandare?” Le risposte sono state molte (e contrastanti): devono comandare i saggi, gli onesti, il popolo, la razza migliore, eccetera.



4. La domanda giusta è: “Come possiamo organizzare le nostre istituzioni politiche in modo tale che governanti cattivi o incapaci arrechino il minor danno possibile?”

Come si vede, senza aggiungere altre citazioni, è fuorviante l’idea di Renzi e dei suoi devoti: “democrazia è governo della maggioranza”. Non basta. Democrazia è qualcosa di più. “La Boschi se non fosse la Boschi” (copyright di Padellaro), potrebbe leggere qualche pagina di Popper per rendersene conto. 

Democrazia è sistema di pesi e contrappesi, di garanzie. Il solo dato numerico (la maggioranza) non dice nulla: caduto Renzi, il piccolo dittatore, potrebbe arrivare, domani, un personaggio inquietante e, con la forza dei numeri – e del potere che le nuove regole gli danno – metterci tutti in divisa. Un Presidente del Consiglio, che controlla il partito, le liste elettorali, il Parlamento, le nomine del Csm… significa il potere nelle mani di un uomo solo. Non va bene. Ma è quello che sta accadendo. 

sabato 2 maggio 2015

Episodio Grave: La politica limpida e pulita fa paura ai grandi poteri. Il copevole silenzio degli organi di Informazione.

di Alessandro Di Battista

Ci è arrivata questa letterina. Un proiettile e qualche minaccia. Ne dovrebbero parlare tutti i giornali d'Italia, ma siamo il M5S e fa poco notizia. Pensate se avessero mandato (speriamo che mai nessuno lo farà) un proiettile a Renzi, Brunetta, alla Santanchè o alla Boschi cosa sarebbe successo.


Che la mafia ci detesti è un fatto noto (e anche un motivo d'orgoglio). Ricordo le parole che Buzzi disse a Carminati (i due boss di ‪#‎MafiaCapitale‬): "Grillo ha distrutto il PD, noi non ci stiamo più". Ora questi "ominicchi" cercano di intimorirci con lettere e proiettili. E fanno bene a provarci. Noi siamo loro nemici e se dovessimo andare al governo a Bronte o in Sicilia iniziassero a scappare. ‪#‎NoMafiaBronte‬

P.S. Ci vediamo tra poco (alle 16) a Seregno (Monza-Brianza) in Piazza Segni. Stasera sarò a Genova, alle 20.00 in Largo Pertini. Domani (domenica) alle 11 a Sanremo in Piazza Muccioli, alle 14.30 a Savona in Piazza Rebagliati e alle ore 18 a La Spezia, Anfiteatro Parco della Maggiolina. Vanno amate le piazze e disprezzati i divani!


Fonte:  https://www.facebook.com/dibattista.alessandro?fref=ts

Violenza assolutamente da condannare,...ma non vi stupite

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it

Provate a dire ad un giovane che la sua vita, dai suoi anni fino alla vecchiaia, sarà pagata meno di 1.000 euro il mese, per sempre, così  sogni e bisogni, tutto in quei 1.000 euro, o meno.
Provate a dire ad un giovane che studiare serve a poco. Lui sa benissimo il perché: poiché, pur bravo diventi, sarà sbeffeggiato dal figlio del Direttore Generale, del Primario, del Giudice...che gli passerà davanti senza nemmeno guardarlo, mentre s’accomoda in un posto dove non dovrà fare nulla, solo obbedire ai comandi dall’alto. E guadagnare.




Provate a dire ad un giovane che quella mostra, l’Expo, sarà una virata verso il bel tempo, che l’economia si risolleverà: si metterà a ridere, perché sa benissimo che la deindustrializzazione dell’Italia fu decisa, in ambito europeo, molti anni fa. Ascoltate persone che sapevano come Nino Galloni: lui, lo ha fatto, voi non sapete nemmeno chi sia Nino Galloni.
Provate a dire ad un giovane, a ribadirgli, che almeno si è trattato di lavoro per tanta gente, e lui vi ribadirà la lista delle tangenti, degli accordi succosi, dei favori, dei nepotismi che hanno ammantato la vicenda.

venerdì 1 maggio 2015

Una Storia che incredibilmente ricalca il passato

DI FEDERICO DEZZANI
federicodezzani.altervista.org

Il 21 luglio 1923, dopo nove mesi di governo, Benito Mussolini ottiene dalla Camera il voto di fiducia sulla riforma elettorale, legge Acerbo, che superando il sistema proporzionale del 1919 ed introducendo un maggioritario che attribuisce 2/3 dei deputati alla lista di maggioranza relativa che superi il 25% dei voti espressi, sancisce il suicidio dell’assemblea rappresentativa e l’inizio della rapida fascistizzazione delle istituzioni. Il 28 aprile 2015, dopo quattordici mesi di governo, Matteo Renzi impone al Parlamento il voto di fiducia sulla riforma elettorale, legge Italicum, che assegna il 55% dei parlamentari alla lista che superi il 40% dei voti espressi al primo turno oppure vinca il ballottaggio, abbinandola ad una riforma del Senato che abolisce il bicameralismo. Le analogie tra i due iter sono impressionati e lasciano supporre che dietro l’azione politica del premier ci sia Michael Ledeen, l’ambiguo intellettuale diviso tra studi del fascismo e servizi segreti.


La Legge Acerbo, all’insegna della Gran Loggia d’Italia degli ALAM
Nota: per la stesura del paragrafo ci basiamo su “Mussolini il fascista; La conquista del potere / 1921-1925”; Renzo De Felice, Giulio Einaudi Editore, 1966.
La serata tra il 26 ed il 27 ottobre 1922, nelle sale dell’Hotel Vesuvio di Napoli, il Consiglio Nazionale del partito fascista decide di passare all’azione: presenti Benito Mussolini, Michele Bianchi, Italo Balbo, Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi, Attilio Teruzzi, Giuseppe Bastianini e Achille Starace. La mobilitazione delle squadre fasciste scatterà il 27 e, occupate le località chiave del Centro-Nord Italia, l’ordine è di convergere velocemente verso Roma: un’eventuale opposizione da parte dell’esercito è contemplata ma sostanzialmente esclusa, anche perché le forze armate fedeli alla corona avrebbero poche difficoltà a soffocare il putsch e ad impedire ai fascisti di entrare nella capitale, qualora Vittorio Emanuele III firmasse lo stato d’assedio.