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martedì 5 agosto 2014

L'etica di Opus Goldman Sachs Dei

di Irene Sabeni

Il diavolo e l'acqua santa. Il denaro sterco del demonio. Gli pseudo opposti che si incontrano e si suggeriscono regole di comportamento. Con tanti saluti alla nuova linea della Chiesa attenta alla povertà con la quale Francesco I ha voluto caratterizzare il suo Pontificato.
La Pontificia Università Santa Croce, che dipende dall'Opus Dei, ha deciso che i suoi studenti, futuri sacerdoti, debbano conoscere l'economia e la finanza, per comprendere meglio il senso del proprio apostolato e dove esso debba indirizzarsi nel sociale. Fino a qui, niente di trascendentale. Non si vive di solo spirito e poi, come si dice in certi ambienti, il cibo materiale deve poter trasformarsi in cibo spirituale.
Non sarà più sufficiente quindi agli studenti dell'Opera fondata da Escrivà de Balaguer essere in grado di maneggiare la teologia, la filosofia, il diritto canonico e la comunicazione. Da qui l'idea di creare un corso denominato "Economics for Ecclesiastic" grazie al quale, questo è l'intendimento, i futuri sacerdoti non si troveranno troppo isolati dal mondo reale.

lunedì 4 agosto 2014

QUESTA ESTATE NON ABBANDONARE LA COSTITUZIONE


"Questa estate il Parlamento sta modificando la Costituzione più bella del Mondo e la Maggioranza lo sta facendo da sola senza il necessario confronto con le opposizioni.
Il nuovo Senato non sarà più eletto direttamente dai cittadini ma diventerà una casta di nominati dalle Segreterie di Partito. Il M5S lavora ogni giorno per le Riforme del Paese ma non può accettare che si facciano a scapito della Democrazia. La Maggioranza dei Politici in Aula dimentica il valore della Costituzione. Noi non lo dimentichiamo,non farlo anche tu".
M5S Senato

Contro l’inciucio Renzi-Berlusconi c’è una battaglia che si può vincere subito

di Paolo Flores d’Arcais
Nell’accordo piduista Renzi-Berlusconi, benedetto da Napolitano, c’è molto di peggio che non il Senato dei nominati (il Senato andava semplicemente abolito e contemporaneamente il numero dei deputati portato a cento). 

Il vero elemento golpista del patto piduista del Nazareno è costituito invece dalla legge elettorale, che consentirà a una forza di minoranza un controllo totale non solo del legislativo ma anche delle istituzioni di garanzia: Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale.

Nell’ambito di questa legge elettorale super truffaldina e micidiale per la democrazia, l’elemento più grave è dato dalla vera e propria istigazione a delinquere rappresentata dall’incentivo alla presentazione di liste locali di clientelismo mafioso e liste nazionali di indecenza corporativa.

Sarà infatti vantaggioso presentare liste che non hanno alcuna possibilità di eleggere un deputato ma che concorreranno alla somma dei voti con cui la coalizione potrà ottenere i premi di maggioranza truffaldini. Liste improbabili e impensabili in paesi civili ma che nelle prossime elezioni saranno presenti davvero, tipo la lista “Forza Dudù”, che Berlusconi ha già fatto sottoporre a test dalla sua sondaggista di fiducia, con raccapriccianti esiti positivi. 

domenica 3 agosto 2014

ARRIVA L’EURO/TSUNAMI! POVERO RENZINO, EPPURE CE L'AVEVA MESSA TUTTA !

DI ROSANNA SPADINI
comedonchisciotte.org

Nel liquame fangoso della terra di Piddinia, c'è qualche forza misteriosa che negli ultimi anni sta attirando nella voragine della fuffa tutti i premier uno dopo l'altro: prima Monti, poi Letta, poi sembra Renzi (sull'orlo di una crisi da stress adiposo). Si propongono come i salvatori della patria, promettono crescita, benessere e lavoro, poi, dopo aver danneggiato tutti i fondamentali economici del Paese, spariscono nel nulla. Neanche fosse la palude Stigia che risucchia gli accidiosi nell'Inferno di Dante.
Cosa sta succedendo?

Ha cominciato Antonio Polito dalle pagine del quotidiano di Via Solferino, dicendo: "Crescono solo le promesse", e ricordando quanto affermato da Renzi: "Che la crescita sia 0,4%, 0,8% o 1,5% non cambia niente dal punto di vista della vita quotidiana delle persone". "In realtà - scrive Polito - la differenza di un punto di crescita è la differenza tra la vita e la morte per l'economia italiana, e dunque anche per le famiglie"  (come sono benevolmente sensibili questi rettiliani dei poteri forti!).  

Oltre l'Aventino: M5S dal Parlamento in piazza alle lotte sociali?

di Anna Lami.

Secondo alcuni commentatori dei media mainstream, la proposta degli scorsi giorni di Beppe Grillo di uscire da un parlamento considerato non più riformabile dall'interno, presenta qualche similitudine con l'Aventino del 1924. Allora, in seguito al delitto Matteotti, decidendo di dissociarsi dai lavori parlamentari, le opposizioni adottarono certamente una decisione di sicuro valore simbolico, ma che fu politicamente perdente perché si fermò a metà strada. La scomparsa di Giacomo Matteotti avrebbe infatti potuto fornire l'occasione per una mobilitazione popolare, ma la Commissione esecutiva della Camera del lavoro ed i socialisti si opposero alla proposta di sciopero generale. Divise, timorose di convocare le masse, le opposizioni si condannarono all'inconcludenza, spianando la strada all'affermazione di Benito Mussolini.

Certi articolisti, tutt'altro che imparziali, hanno probabilmente richiamato quell'esperienza storica nella speranza che anche per il Movimento 5 Stelle questa iniziativa si trasformi in una debacle. In proposito basta leggersi La Stampa, il Corriere della Sera e La Repubblica del 30 luglio per farsi un'idea in proposito. In realtà se a un lato ritroviamo effettivamente la volontà di prendere le distanze dai lavori parlamentari come forma di protesta verso un'istituzione percepita come "occupata" dai peggiori rappresentanti di interessi antipopolari, dall'altro balza agli occhi una differenza sostanziale: la decisione di non rinchiudersi in una forma di protesta autoreferenziale, ma di scendere nelle piazze e dialogare con i cittadini.

sabato 2 agosto 2014

Lo strano default dell'Argentina:... quando c'è la volonta delle Lobby di far fallire un paese

di Gennaro Carotenuto.

Dopo il default, quello vero, quello del 2001 provocato dal fallimento strutturale del modello neoliberale, l'Argentina di Néstor Kirchner e poi di Cristina Fernández, aveva raggiunto accordi col 92.4% deicreditori per la ristrutturazione del debito. Restavano un manipolo dei più avvoltoi dei fondi speculativi, quelli che dagli anni '80 reaganiani in qua si arricchiscono sulla fame dei popoli spostando capitali da un angolo all'altro del mondo e mandando in rovina l'economia reale con un click.

A quelli, ai fondi speculativi che detengono il 7.6% del debito argentino, la Corte Suprema di un paese terzo, gli Stati Uniti, aveva dato ragione, obbligando il paese a pagare non le condizioni pattuite col 92.4% restante dei creditori, ma fino all'ultimo dollaro.
In buona sostanza quel tribunale ha affermato che, nonostante quel debito fosse palesemente usuraio, contratto da un governo corrotto e violatore dei diritti fondamentali della popolazione, costruito per portare un paese alla rovina e spolparlo fino alle ossa e nonostante 9 creditori su 10 avessero accettato l'idea di aver già speculato abbastanza sull'Argentina, considerando infine equo quanto proposto dal legittimo governo di Buenos Aires, questa dovesse comunque pagare quel debito ingiusto pena un capestro che vorrebbe far ripiombare nel caos un paese di 40 milioni di abitanti.

Un Fronte comune delle Opposizioni per fermare lo scempio

di Simone Santini.

Due avvenimenti mi hanno colpito, nelle ultime settimane, nel panorama politico italiano. La marcia unitaria sul Quirinale delle opposizioni parlamentari (M5S, Lega, Sel) dopo l'ennesimo strappo istituzionale dal parte del Governo, e lo sfratto dalla coalizione di centrosinistra dato a Sel dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Luca Lotti, ovviamente un renziano di ferro del Pd, per il reato di ostruzionismo parlamentare, ovvero di fare troppa opposizione.

Nichi Vendola ha risposto sbigottito, cadendo dal pero. Se il Pd ha scelto di fare un "accordo strategico" con la destra allora Sel ne trarrà le conseguenze anche a livello di alleanze. È lecito domandarsi dove si trovasse il buon Nichi mentre il Pd stringeva un patto per la riforma costituzionale, architettura istituzionale e sistema elettorale con Forza Italia mentre è alleato per un governo politico a tempo indeterminato con un partito che si chiama Nuovo Centrodestra.
Se non sono accordi strategici questi, mi domando quali lo siano.

Paghiamo lavori inutili e sfruttiamo chi è davvero utile

Nel lontano 1930, John Maynard Keynes prevedeva che entro la fine del secolo la tecnologia in Occidente sarebbe progredita al punto di regalarci una settimana lavorativa di appena 15 ore. Invece, è accaduto il contrario: «La tecnologia è stata arruolata per inventare nuovi modi di farci lavorare tutti di più», scrive l’antropologo David Graeber. E a tale scopo «sono stati creati lavori che sono di fatto inutili». Enormi schiere di persone, in Europa e Nord America, lavorano in ufficio, dove «trascorrono tutta la loro vita professionale eseguendo compiti che segretamente ritengono inutili». Graeber parla di «danni morali e spirituali», praticamente «una cicatrice sulla nostra coscienza collettiva», anche se non ne parla nessuno. Perché l’utopia promessa da Keynes non si è mai materializzata? «La spiegazione standard è che Keynes non aveva preventivato la mole dell’incremento del consumismo», ma per l’antropologo la verità è un’altra: l’élite capitalista sa benissimo che, una volta liberate dall’incombenza del lavoro full time, le masse cominciano a “pensare”, e a reclamare diritti per una vita diversa, specie se le macchine faticano al posto dell’uomo.
«Dagli anni Venti in poi abbiamo assistito alla creazione di un’infinità di nuovi lavori e industrie, ma sono pochissimi quelli che hanno a che vedere con la David Graeberproduzione e la distribuzione di sushi, iPhone o scarpe da ginnastica costose», scrive Graeber in un post ripreso da “Megachip”. «Allora cosa sono esattamente questi nuovi lavori?». Durante il secolo scorso, il numero di lavoratori impiegati come domestici, nel settore industriale e in quello agricolo è crollato. Parallelamente, «le libere professioni, i lavori dirigenziali, d’ufficio, di vendita e di servizio» sono triplicati, passando da un quarto degli impieghi complessivi a tre quarti. «In altre parole, i lavori produttivi, esattamente come previsto, sono stati in gran parte sostituiti dall’automazione», anche calcolando gli operai cinesi e indiani. «Ma anziché consentire una significativa riduzione delle ore di lavoro per rendere la popolazione mondiale libera di dedicarsi ai propri progetti, piaceri e idee, abbiamo assistito all’esplosione non tanto del settore dei “servizi”, quanto di quello amministrativo».

venerdì 1 agosto 2014

Taverna: "la gente NON HA IL PANE e voi riformate la Costituzione?"



LA LIBERAZIONE

DI ALBERTO BAGNAI
goofynomics.blogspot.it
(tre cubetti di ghiaccio, due dita di whisky, e taja ch'è roscio, anzi, era roscio...)

...e così, cari compagni, è arrivato il conto, vero? E ora tutti a biascicare compunti parole di circostanza: "È una perdita per la democrazia, una testata storica, Gramsci...".

Una perdita per la democrazia cosa?

Aspettate, riavvolgiamo il nastro. Torniamo a metà novembre 2011, volete? Il 13 novembre voi titolaste così:


unit


e il 16 novembre io titolai così:
uni

Certo, avevo ragione io: i salvataggi di Monti non ci hanno salvato, come era evidente che non avrebbero fatto: Monti non era lì per salvare noi, ma per salvare i creditori esteri. Ma che voi, corifei del partito di "abbiamo una banca", aedi della sinistra serva particolarmente sciocca del capitale finanziario, poteste rendervene conto, questo nessuno ve lo chiedeva allora e nessuno ve lo rimprovera adesso.

Sarebbe ingeneroso chiedere a delle persone che non ce la fanno di andare oltre i propri limiti, non è certo per questo che perdo tempo a scrivervi, cari compagni.

No, il problema è un altro, lievemente diverso. Il problema non è che i miei lettori aumentano ogni giorno, e che il vostro giornale non viene ritenuto degno nemmeno di incartare il pesce. Il problema è un altro: vi siete accorti di quanta gente esulta su Twitter per la vostra indecorosa caduta? Vi rendete conto di quanta gente vi odia? Sì, vi odia, che è una cosa sbagliata, ma è purtroppo la parola giusta. Non vi ponete una domanda sul perché? Cosa avrete mai fatto, voi, mamme col pancione, vegliardi rispettabili, giovani dalla faccia pulita, per meritarvi l'odio di tanti lavoratori? Voi che siete "de sinistra", per di più, e che scrivete, anzi, scusatemi, fatemi dare un altro giro al coltello: scrivevate, dal giornale "de Gramsci".

Provo ad aiutarvi.
Ad agosto del 2011, quando voi ancora prorompevate in stucchevoli querimonie sulla durata eterna del governo Berlusconi, io, in un articolo che conteneva tutta la storia degli anni successivi, avevo già detto chiaro e tondo che Berlusconi sarebbe stato sostituito perché era giunto il momento della macelleria sociale, ed occorreva quindi un personaggio che sembrasse di sinistra, quello che io chiamavo il macellaio dal grembiule rosso, perché sul grembiule azzurro, si sa, le macchie di sangue si vedono meglio.
Come facevo a capirlo?

In base a dati elementari, fornitimi da voi.