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martedì 26 maggio 2015

Chi non vota ha quasi sempre ragione, ma lascia tutta la torta a chi ha torto.

di Marco Travaglio
Il Fatto Quotidiano


In Spagna vince Podemos, una sinistra giovane che fa la sinistra e con un leader serio che alimenta speranze, che vedremo se saprà soddisfare, ma intanto segnala la vitalità di una democrazia giovane e in buona salute. Nella cattolicissima Irlanda vincono addirittura i matrimoni gay, mentre noi siamo ancora qui a domandarci se sia il caso di riconoscere le unioni civili, patrimonio comune della destra e della sinistra in tutto il resto d’Europa. E l’Italia? L’altra sera, come ogni tanto gli accade quando è sovrappensiero, Berlusconi ha detto almeno una cosa vera a Che tempo che fa. Vera e al contempo agghiacciante: i due Matteo, nel senso di Renzi e Salvini, sono i beniamini dei sondaggi e degli elettorati di centrosinistra e di destra perché sono sempre in televisione. Il fatto che abbiano poco di nuovo da dire, e che quel poco sia perlopiù falso, non conta: lo dicono benissimo, e tanto basta in tv, dunque nella testa degli italiani.

Queste persone pulite cominceranno a cambiare le Regioni e l'Italia



lunedì 25 maggio 2015

Forse è il PD il vero nemico dell'Italia

Probabilmente chi simpatizza per il Pd, una volta letto il titolo, non leggerà il pezzo, indignato. Ma farebbe molto male, perché la lettura potrebbe risultargli utile per capire il clima con il quale il Pd (ma forse il “Partito della Nazione”) dovrà misurarsi sempre più nei prossimi anni e perché. Comunque, fate pure come vi pare, sono abituato a dire quello che penso senza giri di parole. E allora, perché sostengo che il Pd sia il nemico peggiore? Per tre ragioni fondamentali: la politica economica, la politica sociale, la democrazia e la corruzione. Politica economica: il Pd, sin dal suo appoggio al governo Monti di infelice memoria, poi con il governo Letta e ora con il governo Renzi, sta perseguendo una politica fiscale che sarebbe demenziale, se non fosse deliberatamente finalizzata alla svendita del paese. Le aziende grandi e piccole soffocano e muoiono sotto il peso del prelievo fiscale e dei tassi giugulatori delle banche, l’occupazione si assesta a livello drammatici e, pur se di poco, peggiora costantemente, incurante della cosmesi dei conti fatta dal governo.
COSA C'E' DIETRO.

COSA C'E' DIETRO. Il disegno complessivo dietro a questa crisi programmata. Ma non guardate questo video, a meno che non siate così determinati da volermi seguire per mezz'ora e poi farne una sintesi per tutti quelli che si vedranno solo i primi 30 secondi.

Posted by Claudio Messora on Domenica 24 maggio 2015

Ai combustibili fossili 10 milioni al minuto!

di Mirko Busto

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha stimato in 5,3 trilioni di dollari all'anno l'ammontare dei sussidi dati ai produttori di combustibili fossili nel mondo. Sono 10 milioni di dollari al minuto! Una somma enorme, più di quella spesa da tutti i governi del mondo messi assieme per i sistemi sanitari nazionali.
Secondo il FMI questa cifra - che rappresenta circa il 6,5% del PIL globale è "scioccante", e rivela il vero costo dei combustibili fossili.
Questa assurda quantità di denaro deriva anche dalle spese sostenute dai governi per riparare i danni causati proprio da fonti di energia sporche e inquinanti come carbone e petrolio: alle devastazioni provocate da siccità, inondazioni, tempeste dovute ai cambiamenti climatici si uniscono infatti le cure per gli enormi danni alla salute che quasi tutte le popolazioni del pianeta stanno subendo.
Il FMI, che è una delle istituzioni finanziarie più rispettate al mondo, attraverso le sue stime afferma inoltre che dando fine ai sussidi per i combustibili fossili si potrebbero tagliare le emissioni globali di CO2 del 20%. Il che, fa notare anche il Guardian in prima pagina, sarebbe "un passo da gigante nella lotta al riscaldamento globale, un tema su cui il mondo ha fatto ben pochi progressi fino a oggi".
Ma non è tutto. Mettere fine a questi regali di soldi pubblici ai produttori di morte, potrebbe anche ridurre drasticamente il numero di decessi prematuri dovuti all'inquinamento atmosferico. Si parla addirittura del 50% - circa 1,6 milioni di vite ogni anno.

domenica 24 maggio 2015

Il nostro obiettivo deve essere vivere bene.

Considerare il Pil non ha molto senso: è funzionale solo a logica capitalista, l’ossessione della misura fa parte dell’economicizzazione. Il nostro obiettivo deve essere vivere bene, non meglio. Per anni abbiamo pensato proprio che la crescita permettesse di risolvere più o meno tutti i conflitti sociali, anche grazie a stipendi sempre più elevati. E in effetti abbiamo vissuto un trentennio d’oro, tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’inizio degli anni Settanta. Un periodo caratterizzato da crescita economica e trasformazioni sociali di un’intensità senza precedenti. Poi è iniziata la fase successiva, quella dell’accumulazione continua, anche senza crescita. Una guerra vera, tutti contro tutti. Sì, un conflitto che ci vede contrapposti gli uni agli altri per accumulare il più possibile, il più rapidamente possibile. E’ una guerra contro la natura, perché non ci accorgiamo che in questo modo distruggiamo più rapidamente il pianeta. Stiamo facendo laguerra agli uomini. Anche un bambino capirebbe quello che politici ed economisti fingono di non vedere: per definizione, una crescita infinita è assurda, in un pianeta finito, ma non lo capiremo finché non lo avremo distrutto.



sabato 23 maggio 2015

Vogliono spezzare il binomio "Reddito d Cittadinanza" / M5S

DI ROSANNA SPADINI
comedonchisciotte.org

L’attuale dibattito sul Reddito di cittadinanza (o meglio Reddito minimo garantito) vede schierati diversi strigiformi, che si contendono la presunzione della verità: gufi reali, civette sparvieri e assioli comuni. Naturalmente i gufi reali (nome scientifico Bubo Bubo) emettono il loro verso lugubre e cupo direttamente dagli schermi televisivi, prediligono ambienti freschi e riparati (dal dibattito democratico), e rivestono ruoli istituzionali di prestigio. Le civette sparvieri invece sono quei parolai che frequentano i vari talk show nazionali, scrivono su rotoli di carta igienica, piuttosto nociva però se utilizzata per il suo fine naturale (meglio se usata per accendere il camino), e si occupano di spargere notizie-esca, per distrarre e disinformare il pubblico di massa.


venerdì 22 maggio 2015

Ecoreati: " ....un punto di svolta per l'Italia " firmato M5S




Il provvedimento che che introduce nel codice penale i delitti contro l’ambiente è legge. Il Senato con 170 voti favorevoli, 20 contrari e 21 astenuti ha dato il via libera definitivo al testo sostenuto da Salvatore Micillo (M5S), Ermete Realacci (Pd)e Serena Pellegrino (Sel).

L'Europa trema: ipotesi Grecia nei BRICS


di  MATTEO PERSICO
www.lintellettualedissidente.it/

Ogni grande colosso, ogni grande istituzione ha sempre un punto debole, un “tallone d’Achille”. Quello dell’Unione Europea è certamente la Grecia. Ma non solo, essa potrebbe risultare il punto debole del Fondo monetario internazionale (Fmi), della Banca mondiale e dell’ormai decennale egemonia Statunitense sull’economia mondiale. Insomma, la Grecia potrebbe rivelarsi un’arma più pericolosa del previsto e questo, Putin sembra averlo capito benissimo (a differenza della Merkel e degli esponenti del Fmi). E’ del 13 Maggio infatti la notizia che Putin avrebbe proposto a Tsipras un’offerta molto allettante: entrare nella “Nuova banca di Sviluppo” dei Brics.


Cosa sono i “Brics” e cos’è la“New Development Bank” e per quale motivo risulta così allettante alla Grecia? “Brics” è l’acronimo che indica cinque paesi che hanno forti economie in via di sviluppo, una grande popolazione ed un territorio con innumerevoli risorse. Questi paesi sono Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Fino al 15 luglio 2014 questo acronimo era solo una delle tante parole puramente teoriche usate in economia internazionale. Ma, durante il sesto summit dei Brics, svoltosi appunto il 14 luglio, questa parola ha assunto un significato molto più ampio.

giovedì 21 maggio 2015

Capitalismo di Stato? Ma certo, è una vita che la MMT lo dice

di Aldo Giannuli

Uno dei capi saldi ideologici del neo liberismo (e forse il principale) è stato l'espulsione dello Stato dall'economia: le grandi holding statali (come le Partecipazioni Statali in Italia), dove c'erano, sono state smantellate e in gran parte privatizzate; alcune grandi aziende pubbliche, come quelle nel settore dell'energia e dei trasporti in alcuni paesi (come Francia e Italia) sono state trasformate in società per azioni di cui lo Stato è l'unico azionista o comunque quello di riferimento, ma con la tacita intesa che, prima o poi si sarebbe privatizzato tutto.
Negli anni del furore neoliberista, lo Stato nazionale era ormai un ferrovecchio, che sarebbe stato via via sostituito da una complessa serie di organismi transnazionali, pattizi e privatistici ed insigni giuristi come Francesco Galgano o Gerhard Taubner si sono spinti a parlare di una nuova lex mercatoria. Allo Stato restavano solo determinati compiti come emettere moneta, assicurare la difesa, mantenere l'ordine interno e così via.

mercoledì 20 maggio 2015

Rapporto Malasanità: in Europa prima vittoria del M5S firmata da un grande Pedicini

Missione compiuta. Il Parlamento europeo ha approvato oggi a larghissima maggioranza il primo rapporto scritto e presentato da un portavoce del Movimento 5 Stelle, discusso ed emendato dai cittadini grazie al sistema operativo LEX. Per la prima volta nella storia di una Istituzione europea, semplici cittadini si sono trasformati in legislatori. E' la prova che la democrazia diretta si può realizzare, se solo la politica lo volesse.


Non è solo una vittoria di metodo. L'approvazione di questo rapporto (637 voti a favore e solo 32 contrari) è soprattutto il successo di una politica nuova e trasparente. Il portavoce Piernicola Pedicini, titolare del rapporto, ha lottato per far inserire nel testo alcuni principi fondamentali che serviranno a tutelare i diritti dei pazienti di tutta Europa. Sono stati difesi i diritti negati da politiche economiche sbagliate (causa austerity) e dalla gestione politico/clientelare dei sistemi sanitari.
In Italia, per esempio, è la politica a nominare i dirigenti sanitari. Anziché leggere i loro curriculum, i politici sfogliano il manuale Cencelli e trasformano la sanità in una torta da spartirsi. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: ospedali fatiscenti e mal organizzati, errori medici e mancanza di informazioni fra reparti e medici, prescrizioni illeggibili, stanchezza degli operatori, carenza del personale.
Tutto questo ha una conseguenza sulla salute dei cittadini.